venerdì 20 febbraio 2015

Coraggio, speranza, amore: contributo di edificazione del prossimo


Sosteneva Aristotele che ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. Viviamo una difficoltà grave nel Paese, non solo economica, piuttosto strutturale della nostra democrazia, tutti coloro che lottarono per costruire un paese democratico, cattolico, liberale, hanno, con metodo e anche con sangue, lasciato in eredità educazione ai valori umani più sacri, un lascito di lealtà, rispetto, fraternità, volta alla conquista, tesoro inestimabile di libertà nazionale, titolarità del popolo a essere voce della politica. Assistiamo, invece, ed è aspetto di cocente attualità, all'incredibile artificio della menzogna, che non alimenta fiducia nei cittadini, come anche all'incredibile dato delle iniquità sociali. Il popolo che anela verità, coerenza, fiducia, responsabilità, si va sempre più scontrando con l’effimera insidia dell’inganno, e la menzogna è un’iniquità. Il Signore di sua propria bocca affermò: Sia sulla vostra bocca il sì, sì, e il no, no. Il di più viene dal maligno (Mt 5, 37). In questo senso anche s. Paolo, quando prescrive di spogliarsi dell’uomo vecchio, denominazione che abbraccia tutti i peccati, pone al principio questa ingiunzione: Pertanto gettate via la menzogna e parlate dicendo la verità (Ef 4, 25). 

lunedì 12 gennaio 2015

“E ora popolarismo”: azione e discernimento nel fare politico


Esprimendo gratitudine anche per il luogo che ci ospita, lo splendido complesso del Convento delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto, non posso non citare Caterina da Siena quando dice: meglio rimanere senza mantello che senza carità, espressione che trovo fondante di ogni azione politica che si dica cattolica. E, nel contempo, sovviene in aiuto al nostro cammino “per il popolo” quanto afferma Tommaso d’Aquino: come illuminare è più che risplendere, così donare ciò che si è contemplato è più che solo contemplare. Urge dunque azione! 

sabato 20 dicembre 2014

La “via amoris”: una politica capace di svegliare la coscienza

Si svelano più che mai significative e attuali le parole di S. Caterina da Siena: «Assai triste è colui che, potendo avere fuoco finisce, per propria scelta, di morire di freddo, come chi avendo cibo si lascia morire di fame, innanzi una tavola imbandita». È essenziale riscoprire la “via amoris”, quella dinamicità che il cuore di coloro che non si sentono rappresentati dai serbatoi offerti dalla politica attuale, compresa me, non riesce a trovare, una dinamicità di speranza capace di donare costruttivamente e fattivamente la visione di un progetto paese credibile. Incrociare la suggestiva ‘via amoris’ per superare le disattese di una politica assai screditata.

domenica 16 novembre 2014

Fecondità e carità intellettuale in politica: follia degli arditi pensatori

Nella Lettera a Diogneto, leggiamo: “Ciò che l’anima è nel corpo, questo siano i cristiani nel mondo”. La carità è discriminante nella vita del cristiano: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35). Chi è mosso dalla carità mostra un atteggiamento d’illimitata comprensione e fiducia nel suo prossimo e non si arrende mai di fronte a nessuna difficoltà. Finanche la fede e la speranza non reggono di fronte alla carità, che è un amore che abbraccia tutti, che non esclude nessuno. E, a proposito di speranza, parola in questi tempi molto usata, per averne una giusta comprensione, dice Tommaso d’Aquino: “La speranza, come ogni altro moto appetitivo, deriva da un certo amore, cioè dal fatto che uno ama il bene che attende. Ma non ogni speranza proviene dalla carità, bensì i soli moti della speranza formata, in forza della quale uno spera il bene da Dio come da un amico”.

mercoledì 5 novembre 2014

Coraggio e risolutezza per il bene intendere l’azione politica


Profetico fu Giorgio La Pira quando scrisse: “La politica è l’attività religiosa più alta, dopo quella dell’unione con Dio: perché è la guida dei popoli [...] una responsabilità immensa, un severissimo e durissimo impegno che si assume. La politica nasce da una virtù di Dio e si alimenta di essa, altrimenti fallisce, cade, come cade e rovina la casa costruita sulla sabbia”. Viviamo nel tempo in cui c’è un sistema politico, un’impalcatura politica costruita sulla sabbia, perché dimentica del suo valore fondante: la virtù pro bonum facere. L’esercizio pratico della politica ha perso il suo scopo precipuo, cioè il raggiungimento del bene comune nel superamento dell’ego, portatore insano di valori inconsistenti, e l’identità dei ‘popolari’ non è più discernibile per quello che vediamo in coloro che si collocano tra i ‘popolari’.

venerdì 17 ottobre 2014

Il decalogo della lungimiranza: un precetto di fratellanza compiuto dentro a un fremito di coscienza

La più alta forma di libertà, un fremito alla coscienza cui l’uomo può ambire, fu comunicata, scritta su di una pietra, naturalmente radicata dentro ogni essere umano che prontamente ne nega l’esistenza, soffocando la coscienza e assoggettandola all'egoismo più sfrenato e deleterio. Non è difficile, purtroppo, verificarne il dato reale nella società, che si trova, per la gran parte, sofferente a causa di pochi detrattori della coscienza. Legge donata con gratuità e tenerezza, scritta nei nostri cuori e che, per eccesso di amore, Dio Padre volle inciderne su pietra dettame, affinché chi non ascoltasse il suo ‘dentro’, eludesse il cognoscimento di se, potesse leggerne contenuti nel Libro dei libri la Sacra Bibbia. 

martedì 30 settembre 2014

Tendere a una nuova aurora della politica

Affermava Sören Kierkegaard: L’uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come per esempio della libertà di pensiero; pretende invece, come compenso, la libertà di parola. Benvenuta la libertà di parola se, però, nel suo esprimersi, abbia un dato concreto di fattività operosa. Agere sequitur esse è principio fondante l’etica tomista e, sosteneva la grande Alda Merini, il sentimento, non è mai parola! Sono necessari, quindi, l’agire, il fare.

giovedì 11 settembre 2014

La cultura come azione politica


La cultura ha bisogno di azione, per questo la comunicazione diventa una virtù tangibile. Non si può non comunicare” diceva Paul Watzlawick, comunicare implica una relazione, un’apertura al mondo, un voler capire e farsi capire, ma il comunicare parte da se stessi, si comunica a partire da se stessi, il cognoscimento di se lo chiamerà Caterina da Siena, che implica un conoscersi per comprendere e ancor più imparare. Non si può, dunque, non comunicare, non si può, a prescindere da se stessi.