giovedì 20 agosto 2026

CERCASI IN CALABRIA POLITICA DI COSTRUTTO, FUORI 'SISTEMA'

Una Calabria, e suoi cittadini, che si continua a trattare, dagli stessi 'suoi politici e affini', come realtà da 'anello al naso' è davvero raccapricciante. Ma cosa c'è da gongolare in una Regione Calabria che si vuole deistruita, gestita nell'incuranza, nei disservizi sui suoi territori? Cosa c'è di normale, civile, in una terra dove ti tocca difendere, proteggere la dignità del tuo lavoro, averne conseguenze e sentirti dire, come solo stoltaggine settaria cerca di attuare per confondere: "il sistema non lo cambi", come se fare il proprio dovere significasse toccare il 'sistema' (di chi?), come se essere Liberi, avere competenza fosse illegale, esprimere il giusto o cercare verità non fosse lecito, gente 'quella' evidentemente che vive solo di 'sistema' e inganno. 
Rispondo a quella gente di tenerselo il 'sistema' che soffoca progresso civile, umano, ma che condanna loro stessi all'insignificanza, oltre che ad essere invertiti al senso del bene comune, soprattutto allorquando, con agire iniquo, si disonora la fascia tricolore.

E se di oicofobia si deve parlare, Attenzione: questa non è repulsione verso la propria terra, la propria cultura, piuttosto, e ovviamente, verso una politica scroccona, che abusa del 'potere', deistruita, autoreferenziale, è repulsione verso un agire arrogante, di inculturazione che grava i nostri territori limitandone sviluppo reale e piena libertà.

Chi è, soprattutto che natura ha il 'sistema' che teme il Giusto Agire, l'Equità d'azione, la Cultura sana, quella che pratica onestà intellettuale e che non presta fianco né avalla inganno pubblico?!!

Occorre coscienza e rispetto. La Politica, gli amministratori devono servire la cosa pubblica per il Bene Comune, non servirsene!!! Eventi, feste e festini, di mera propaganda autocelebrativa, satura di sfrontatezza, dissacrazione, quale bene comune tutelano? Quello di chi? Soprattutto a nome di chi? I territori, passate le feste, sono più poveri di prima, e peggiorati dalla non credibilità di chi dovrebbe garantire equità e armonia sociale ma esprime solo frustrazione e incapacità pratica. Quale gioventù di senso opera restanza in un territorio che inverte il senso del fare politica, impedisce capacità critica e non garantisce equità nè agevola risorse umane di merito? Le questioni, la politica sana le affronta e, se capace, le risolve, mentre la politica incapace sta bene nel limbo tipico dei 'sistemi'. Va da sé che in Calabria la Politica ancora non è realmente pervenuta!

Perché non si inizia a dare segni di dignità e costrutto Politico serio? La gente perbene esiste anche in Calabria, nei suoi paesi, città, e deve avere voce! Basta feudi malati, raccapriccianti. Quanto tempo ancora occorre attendere perché COSCIENZE SAVIE si motivino al coraggio, ad affrontare la urgentissima questione morale sui territori e in Politica?! O tutto deve sempre finire a tarallucci, vino e arrangiamento?!

La politica calabrese attuale, praticante, non ascolta, mente, e non serve il popolo, piuttosto se ne serve con implicita e asservita comunicazione fake compiacente. Tutto a spese dello Stato, dunque di ognuno di noi, perché anche la nullafacenza, l'inganno, la non produttività è pagata da una Stato sprecone, CHE STIPENDIA IL NULLA, non solo in politica, ma anche nelle scuole, negli enti pubblici in generale. Diversamente avremmo servizi ed efficienza. A questa gente 'del nulla', affetti da squilibrio sociale, ma votati al proprio tornaconto, espressione di uno “spettacolo miserando” avrebbe detto De Gasperi, raccomando una parola: DIMISSIONI!!!

Di un dato, al contempo, bisogna prendere atto: la diminuzione della fede, producendo la diminuzione della verità, induce il traviamento dell’intelligenza umana, l'assoluto disamore, conseguente sfiducia verso becera politica autoreferenziale. Per analogia: la diminuzione della virtù ‘servizio’, della morale nella politica, alimenta il fare affaristico e familistico dei soliti mediocri.

Ergo: avere un’aspirazione non cambia le cose tanto quanto una decisione, un'agire giusto! Ecco la necessità di Riforme serie. Ciò è categoria propria del fare politica, che non è solo desiderio, ma è prendere decisioni, è avere responsabilità per le stesse, perché non lo fai per te, ma lo fai pro aliis. Significa avere Visione, capacità di progettazione autentica!

Non aiutare a portare giustizia, poiché si crede che tanto l'ingiustizia non ci riguarda, è sbagliato oltre che da irresponsabili! Ognuno è parte dell’altro, per questo esiste la Comunità, ed è il silenzio, l’indifferenza al giusto, la compiacenza ipocrita che nutre arroganza e prepotenza, la cui massima ambizione è mantenere lo status quo di un sistema malato. Un progetto politico che rimane nebuloso, non capace di prendere posizione netta circa il bene comune e, quindi, falsamente impostato, porterà inevitabilmente una falsa soluzione. Il principio di non contraddizione deve essere presente in tutte le discipline, soprattutto nelle questioni della Politica poiché tendere al bene è in sé principio di non contraddizione. Non c’è bene più ambito, compito più nobile dell’uomo che la ricerca della verità, ricerca che non può essere trasformata in un processo puramente convenzionale.

È solo con quella che definisco la CULTURA DEL PENSARE che la Calabria, i suoi mal-curati e mal-amministrati territori, incluso Cirò, si libereranno dal sistema che li distrugge, ovvero l'iniquità, il malsano potere socio-politico, ingannevole, manipolatore, di mera propaganda. Habermas, circa l’agire comunicativo, insisteva sulla necessità di uno spazio pubblico in cui il discorso politico tornasse a essere dialogo, confronto, e non monologo mediatico calato dall’alto. Le assemblee pubbliche sono l’infrastruttura della democrazia, il luogo in cui una comunità si ascolta e si riconosce. Questa è democrazia, che auspico anche in Calabria e nei suoi, sempre più, desolati territori.

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