domenica 24 maggio 2015

L’unicità dell’uomo è la sua incomunicabilità


Nella sua natura di anelante ricerca, la persona, “uomo problematico” come lo definisce Gabriel Marcel, è in grado di abbracciare, con il domandare, il suo stesso essere, fin nelle radici più profonde. L’inquietudine costruttiva che alberga la persona, gli consente di scoprirsi bisognosa di dialogare con l’altro, natura che intimamente si articola come in un discorrere continuo per conoscere e conoscersi. L’essere in sé della persona corrisponde alla sua incomunicabile soggettività, vale a dire: si appartiene e si gestisce come sorgente delle proprie scelte e dei propri atti.

sabato 4 aprile 2015

Il sogno di una innovativa Speranza: innesto di fortezza e mitezza



Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare, dice Eraclito, e l’essenza della fiducia di ogni affidamento, non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ha più ampi orizzonti il senso della vista, è una forza vitale, capace di credere, perché ama dell’amore in cui è innestato, una forza capace di tenere alta la testa, di sopportare le ingiustizie, una forza che non lascia mai il futuro agli iniqui, ma il futuro lo pretende per sé. L’agire politico è legato alle esigenze morali, pertanto la metodologia politica non può essere sorretta da un’antropologia di tipo quantitativo, che ambisce a un gran numero di consensi, piuttosto deve essere sorretta da un’antropologia qualitativa, che miri a ottenere la fiducia dei cittadini. Principio cardine dell’etica sociale è la dignità di ogni essere umano, il rispetto della persona esige la solidarietà, perché nessuna categoria economica, etnica, religiosa, sia esclusa dal bene comune. Condizione peculiare è la capacità di pensiero, che con senso etico e morale ha chiaro il significato del pensare come dovere, amare come missione, desiderare il bene dell’altro come fine. Coerenza, correttezza comportamentale, rendono pienezza all'essere testimoni credibili di una sana forma di umanità in politica.

martedì 10 marzo 2015

Leviamoci dal timore servile


Viviamo nel tempo in cui c’è un’impalcatura politica costruita sulla sabbia, perché dimentica del suo valore fondante: la virtù pro bonum facereNel pensiero della cultura moderna si è, in qualche modo, ignorata la dimensione essenziale della persona: la sua trascendenza, il suo rapporto con l’Assoluto. L’essere persone etiche, cioè capaci di fare uso del pensiero critico nell'impegno su cosa sia buono per la vita dell’uomo, implica contemplazione e interiorizzazione, richiede d’essere uomini liberi. All'elemento trascendente della persona, si associa, parimenti, una sua importante dimensione: la libertà.  La vita morale è autentica unicamente se accompagnata dalla libertà: l’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà. Tuttavia la libertà è pienamente attuata soltanto nella comprensione della verità.

venerdì 20 febbraio 2015

Coraggio, speranza, amore: contributo di edificazione del prossimo


Sosteneva Aristotele che ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. Viviamo una difficoltà grave nel Paese, non solo economica, piuttosto strutturale della nostra democrazia, tutti coloro che lottarono per costruire un paese democratico, cattolico, liberale, hanno, con metodo e anche con sangue, lasciato in eredità educazione ai valori umani più sacri, un lascito di lealtà, rispetto, fraternità, volta alla conquista, tesoro inestimabile di libertà nazionale, titolarità del popolo a essere voce della politica. Assistiamo, invece, ed è aspetto di cocente attualità, all'incredibile artificio della menzogna, che non alimenta fiducia nei cittadini, come anche all'incredibile dato delle iniquità sociali. Il popolo che anela verità, coerenza, fiducia, responsabilità, si va sempre più scontrando con l’effimera insidia dell’inganno, e la menzogna è un’iniquità. Il Signore di sua propria bocca affermò: Sia sulla vostra bocca il sì, sì, e il no, no. Il di più viene dal maligno (Mt 5, 37). In questo senso anche s. Paolo, quando prescrive di spogliarsi dell’uomo vecchio, denominazione che abbraccia tutti i peccati, pone al principio questa ingiunzione: Pertanto gettate via la menzogna e parlate dicendo la verità (Ef 4, 25). 

lunedì 12 gennaio 2015

“E ora popolarismo”: azione e discernimento nel fare politico


Esprimendo gratitudine anche per il luogo che ci ospita, lo splendido complesso del Convento delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto, non posso non citare Caterina da Siena quando dice: meglio rimanere senza mantello che senza carità, espressione che trovo fondante di ogni azione politica che si dica cattolica. E, nel contempo, sovviene in aiuto al nostro cammino “per il popolo” quanto afferma Tommaso d’Aquino: come illuminare è più che risplendere, così donare ciò che si è contemplato è più che solo contemplare. Urge dunque azione! 

sabato 20 dicembre 2014

La “via amoris”: una politica capace di svegliare la coscienza

Si svelano più che mai significative e attuali le parole di S. Caterina da Siena: «Assai triste è colui che, potendo avere fuoco finisce, per propria scelta, di morire di freddo, come chi avendo cibo si lascia morire di fame, innanzi una tavola imbandita». È essenziale riscoprire la “via amoris”, quella dinamicità che il cuore di coloro che non si sentono rappresentati dai serbatoi offerti dalla politica attuale, compresa me, non riesce a trovare, una dinamicità di speranza capace di donare costruttivamente e fattivamente la visione di un progetto paese credibile. Incrociare la suggestiva ‘via amoris’ per superare le disattese di una politica assai screditata.

domenica 16 novembre 2014

Fecondità e carità intellettuale in politica: follia degli arditi pensatori

Nella Lettera a Diogneto, leggiamo: “Ciò che l’anima è nel corpo, questo siano i cristiani nel mondo”. La carità è discriminante nella vita del cristiano: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13, 35). Chi è mosso dalla carità mostra un atteggiamento d’illimitata comprensione e fiducia nel suo prossimo e non si arrende mai di fronte a nessuna difficoltà. Finanche la fede e la speranza non reggono di fronte alla carità, che è un amore che abbraccia tutti, che non esclude nessuno. E, a proposito di speranza, parola in questi tempi molto usata, per averne una giusta comprensione, dice Tommaso d’Aquino: “La speranza, come ogni altro moto appetitivo, deriva da un certo amore, cioè dal fatto che uno ama il bene che attende. Ma non ogni speranza proviene dalla carità, bensì i soli moti della speranza formata, in forza della quale uno spera il bene da Dio come da un amico”.

mercoledì 5 novembre 2014

Coraggio e risolutezza per il bene intendere l’azione politica


Profetico fu Giorgio La Pira quando scrisse: “La politica è l’attività religiosa più alta, dopo quella dell’unione con Dio: perché è la guida dei popoli [...] una responsabilità immensa, un severissimo e durissimo impegno che si assume. La politica nasce da una virtù di Dio e si alimenta di essa, altrimenti fallisce, cade, come cade e rovina la casa costruita sulla sabbia”. Viviamo nel tempo in cui c’è un sistema politico, un’impalcatura politica costruita sulla sabbia, perché dimentica del suo valore fondante: la virtù pro bonum facere. L’esercizio pratico della politica ha perso il suo scopo precipuo, cioè il raggiungimento del bene comune nel superamento dell’ego, portatore insano di valori inconsistenti, e l’identità dei ‘popolari’ non è più discernibile per quello che vediamo in coloro che si collocano tra i ‘popolari’.