martedì 1 novembre 2022

Legame della solennità di Ognissanti con la Commemorazione dei defunti

È la prima basilica, il Pantheon, dedicata a tutti i Santi. Nel IV secolo si riscontrano riferimenti per questa solennità, limitata ai martiri, in Giovanni Crisostomo ed Efrem il Siro, padri della Chiesa. Anche la data della solennità di Ognissanti cade in un giorno diverso, il 13 maggio, quando per volere di papa Bonifacio IV, all’inizio del VII secolo, nel 609, l’antico tempio dedicato a tutti gli dei, il Pantheon, viene convertito in una chiesa cristiana intitolata alla Madonna, Regina dei martiri, e quindi trasformato in una basilica consacrata alla Vergine e a tutti i martiri: la Dedicatio Sanctae Mariae ad Martyres. Per l’occasione Bonifacio IV, si narra, abbia fatto prelevare dalle numerose catacombe romane, 28 carri pieni di ossa di martiri cristiani che furono tumulate sotto l’altare principale della nuova chiesa. 

Nell’VIII secolo, con Gregorio III, la data della ricorrenza viene spostata al 1° novembre, anniversario della consacrazione delle reliquie «dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo» in una cappella di San Pietro in Vaticano. La data viene così a essere fissata nell’attuale, diventando di precetto con re Luigi, il Pio, nell’835, su sollecitazione di papa Gregorio IV. 

Il legame, non casuale, della solennità di Ognissanti con la Commemorazione dei Defunti ci viene spiegato da papa Benedetto XVI, durante l’Angelus del 1° novembre 2005: "È molto significativo e appropriato che dopo la festa di Tutti i Santi la Liturgia ci faccia celebrare domani la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. La 'comunione dei santi', che professiamo nel Credo, è una realtà che si costruisce quaggiù, ma che si manifesterà pienamente quando noi vedremo Dio “così come egli è” (1Gv 3,2). È la realtà di una famiglia legata da profondi vincoli di spirituale solidarietà, che unisce i fedeli defunti a quanti sono pellegrini nel mondo. Un legame misterioso ma reale, alimentato dalla preghiera e dalla partecipazione al sacramento dell’Eucaristia. Nel Corpo mistico di Cristo le anime dei fedeli si incontrano superando la barriera della morte, pregano le une per le altre, realizzano nella carità un intimo scambio di doni". 

Riconoscersi mendicanti verso il Signore riempie lo spirito. Siamo chiamati ad abitare nelle beatitudini. Cristo, sigillo imperscrutabile dell’amore, ci quieta interrogandoci, dimostrando come l'umanità, in tutta la sua fragilità, è il bene che più d'ogni cosa deve starci a cuore. 𝗘 𝗶𝗹 𝗩𝗲𝗿𝗯𝗼 𝘀𝗶 𝗳𝗮 𝗰𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗶 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 '𝗽𝗿𝗼𝘀𝘀𝗶𝗺𝗲', e 'ntenerisce il core lo dì c'han detto ai dolci affetti addio, mentre di prece lacrima lo sguado volto al Cielo. 


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