Un politica emotiva, e di continua contraddizione sociale, non è politica. È espressione di interesse particolare tendente a mantenere potere da gestire, e con cui ‘comandare’, termine usato da rappresentante di Fratelli d’Italia, che ha chiarito così cosa intendono, con gli alleati con cui governano, per ‘fare politica’: ‘comandare’! La legge elettorale approvata dalla maggioranza, e dal Presidente della Repubblica, andrà al vaglio della Corte Costituzionale e, auspico bocciatura, rimandando i proponenti a studiare, magari prima che vengano indette nuove elezioni. È una legge elettorale che falsa la libertà dei cittadini, li esclude, e al contempo li illude di scegliere quanto, invece, i signori delle poltrone hanno già determinato. Il disinteresse verso il Popolo tutto, e l’attenzione solo per quella parte, settoriale, che vota i partiti proponenti, è lampante. Senza vergogna l’Italia non si desta!
Si ignora il dato più doloroso sussistente sulla nostra Italia: l’assenteismo dalle urne. Non interessa, anzi fa comodo ai signori del potere che la gente non vada più a votare. E non c’è da meravigliarsi, i cittadini rimangono nel disincantato. Vige, ed è noto, un sistema politico malato. L’assenza di serietà e coerenza politica fa avere grande nostalgia delle menti formate e capaci, di quei Padri Costituenti che ancora oggi parlano di amore per l’Italia e lo fanno attraverso la carta di rappresentanza più nobile, la Costituzione Italiana.
L’agire delle parti politiche è sempre più di separazione, di arroganza, di leaderismo bigotto, di comunicazione manipolata, stolta, volta a spostare attenzione su argomenti di comodo che illudono -una politica più menzognera non me la ricordo- stracciando la realtà dei territori. Il malcostume espresso nell’agire sconnesso del Governo Meloni, si ripercuote nelle ruote italiane di Regioni, Province, Comuni, in cui amministratori, spesso scarsi ‒ vedi la Calabria territorio allo sbando morale ed economico, in cui Enti pubblici, dimentichi di rappresentare l’Istituzione legale sul territorio, avallano politiche mendaci a favore di inculturazione, reali insulti istruttivi per ottenere ritorno di fondi pubblici a garanzia di clientele e potere ‒ evidenti rappresentanti di bastioni sventolanti bandiere di corporazione, continuano a fare i loro interessi lasciando territori in ginocchio, ma godendo ugualmente di emolumenti di privilegio di cui la politica impoltronita gode. La politica italiana ha bisogno di essere sanata, anche se questa non è una volontà dei signori al potere, tanto a destra quanto a sinistra. Ancor più, oggi, con una legge elettorale castrante.
Ma il popolo italiano che voce ha? Meglio: ha ancora voce in Italia?!
È sempre più chiaro il ‘sistema’ pro-premierato del: chi vince 'comanda'. Ma comanda cosa?! Ognuno a casa propria può fare quello che vuole, ma nella casa di tutti, nella Res Publica non si comanda, si Serve! Basta linguaggio insensato squadrista, per nulla rispettoso del ruolo che si ricopre, e che puntuale si disonora. Tanta povertà di linguaggio attenziona all’attenzione verso un sistema di deriva totalitario, tipico dei mentitori seriali.
Comandare e Servire sono ANTINOMIE! La Politica non ‘comanda’, la Politica Serve un Popolo, e cerca di rappresentarlo con dignità. Come si fa a sentirsi rappresentati da gente che ha l’arroganza di un linguaggio indegno, e dispone una legge elettorale con criticità di costituzionalità. Si può mentire così al proprio Popolo per arsura di potere? Questa gente così poco seria, pagata dal popolo italiano, chi o cosa sta servendo?!
• È facile vincere facile, impedendo ai ‘piccoli’ di esistere, di presentarsi in un Parlamento italiano sempre meno rappresentativo e democratico. Secondo questa legge, nuovi partiti dovranno raccogliere 450mila firme invece di 150mila. È come dire, ci siamo noi e bastiamo, concezione di una politica castrante, priva di lungimiranza costruttiva e distributiva, incapace di confrontarsi, peggio tendente a escludere rappresentatività, altro che ‘proporzionalità’. Vogliono che si vada a votare solo per loro, signori di destra e sinistra, per garantirgli il bene stare che negano al Popolo italiano, cinicamente indifferenti a quanto prevede la Costituzione nei dettami dei Padri Costituenti: è una legge elettorale immorale che pregiudica la rappresentatività popolare, legge falsamente proporzionale, incapace di portare pace nel sistema politico italiano, anzi ne alimenta squilibrio, poiché iniqua.
• Di fatto, la legge elettorale, non prevede alternanza uomo/donna tra i capilista, capilista bloccati, sicuri di entrare in parlamento, a salvaguardare segreterie non i cittadini. E la ‘pseudo-scelta’ di 3 preferenze tra i 6 nomi scelti per le liste dai partiti, è espressione di un intra loro poteri da spartire.
• Una legge che prevede un premio di maggioranza fino a 105 parlamentari a chi supera il 42% di preferenze, premia eccessivamente una maggioranza ‒ attenzione ‒ che non è maggioranza, ma determina il rischio di un eccesso di autoritarismo. Si tratta di una progressiva modalità di consegnarsi a un regime non rappresentativo, anti-liberale.
• Tale legge, inoltre, esclude le liste che non indicano il premier. Una conditio sine qua non, nonché vincolo di pressione sul Presidente della Repubblica.
Credo sia questo il modo per tenere lontana la gente dal voto, e lo penso come vero obiettivo da raggiungere con questa legge elettorale antidemocratica: il popolo pensante viene tenuto fuori da rappresentatività senza remore, voluto fuori dal Parlamento. L’attuale destra e l’attuale sinistra italiane stanno bene tra loro, ciarlano senza costrutto, e fanno di tutto per non rappresentarci con dignità! Credo occorra, riflettere e pensare al superamento dell’attuale bipolarismo politico, di qualità e rappresentanza parziale. Occorre pensare a un sistema elettorale autenticamente proporzionale che permetta la sussistenza di un Centro politico, in grado di garantire equità, equilibrio sociale.
Cf. Testi:👇
M. F. Carnea, SOCIOLOGIA E SPIRITUALITÀ DELLA COMUNICAZIONE POLITICA
M. F. Carnea, DISTINTA E DISTANTE: Ode di libertà

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