venerdì 15 novembre 2019

SI PENSI A UN FUTURO POLITICO CREDIBILE IN CALABRIA


Nel dialogo, -che non è: io dispongo tu esegui, piuttosto confronto di pensiero che non s'impone-, si costruisce vita, si costruisce sviluppo, si edifica pensiero di futuro. Nella perniciosità delle illusioni propagandate, bandiere sventolanti il non senso e distanti dal servizio alla cosa pubblica, distanti dalle priorità sociali, dalla concretezza della vita reale, si alimenta morte sociale, frammentazione, desertificazione territoriale. E non è nell'abbellire un muro, una porta, inventare storie, rinnegare conoscenza, che si crea sviluppo, che si cura un territorio dissestato, privo dei più elementari servizi: il gusto estetico e umano muoiono difronte irresponsabilità dissacranti, balconate di ferro che deturpano paesi, involgarizzano viali, cancellano storia fatta di pietre.
Ma qual è il metodo migliore per ingannare? Elargire soldi pubblici senza generare investimenti concreti, piuttosto avallare clientelismo assicurato, collante alla gestione del potere, consociato alla delinquenza radicata. 

Desolata terra di Calabria, mia Provincia di Crotone, che ti sgretoli lentamente nell'inconsistenza dei soliti faccendieri affaccendati a succhiare il tuo sangue, e a lasciarti ferita e abbandonata al destino nell'inettitudine, la tua bellezza viene offesa, la tua ricchezza umana vilipesa, e nella tua radice storica rimani inesplorata, usata. Alzati con dignità, con capacità di pensiero savio, elementi di ragionevolezza distinguono dai non senso, zampillanti erogazioni economiche ai soli fini elettorali e per le tasche dei soliti lacchè servi di mammona.

Pulizia morale nella terra di Calabria urge! Occorre avere Idee, espressioni di capacità umane e coscienze savie, prima che persone stantie da eleggere. L'etica è il fondamento del fare Politica. Fuori dalla Calabria vadano i cialtroni che se ne servono, e non i tanti che sono costretti a emigrare perché pochi parassiti, improvvisati politici, l'hanno ridotta a mero territorio di voto di scambio, impoverendola. Le parole per essere credute, devono dimostrare coerenza di contenuto, si deve testimoniare con la propria vita di essere degni della responsabilità politica. Chi crede di fare, troppo spesso dimentica che ha ricevuto e riceve, e non testimonia gratitudine e, tra questi, arrampicatori sociali, ricercatori di buon partito, esperti di inganno, teatranti, parolai insensati, voltagabbana pro convenienza del sistema che tira.

Chi ha fatto la storia peggiore della politica in Calabria, manifesti un briciolo di amore vero, posto che sappia cosa sia -l'aridità di cuore e intelletto non ha sapere, né sapore, tanto meno dignità- e si levi dalle poltrone. Non si può credere di amare il proprio territorio che vive stato di agonia da decenni, e senza che uno spiraglio di vero bene comune sia stato avallato. Si sradichi questo maledetto fare consociato, clientelare, malata rete di settarismo che genera morte, espressione specchiata nel nero dell'anima di chi ciò favorisce! È terminato il tempo dei feudi, usucapiti senza onori e senza meriti.

I valori umani, la dignità, il rispetto, sono faro per tutti, da vivere integralmente e personalmente. La sana politica per produrre bene comune inizia da tali fondamenti! L'auspicio permane il dialogo della lungimiranza che genera speranza per un Bene Reale e Comune. 


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