La bellezza di un ritrovamento suscita desiderio di comprensione e, come avrebbe detto s. Teresa d’Avila, nel farsi pazzi d’amore per la verità, procede nell’anelito della conoscenza. Il contenuto del libro racchiude storia, chiese, archeologia, partendo proprio dal ritrovamento di un dipinto rinvenuto in una antica Chiesa, S. Giovanni Battista, di un piccolo Comune Calabro, Cirò (KR), raffigurante un Santo Vescovo del XV secolo e, nella narrazione, l’arte svela nei segni ciò che incarna.
Si tratta di un argomento di giubilo per importanza e bellezza, opera d’arte, straordinaria soprattutto per il particolare del medaglione centrale, incastonato nel dipinto del Santo Vescovo, la splendida raffigurazione del Cristo Patiens, il sofferente, il dolorante.
Si tratta di un argomento di giubilo per importanza e bellezza, opera d’arte, straordinaria soprattutto per il particolare del medaglione centrale, incastonato nel dipinto del Santo Vescovo, la splendida raffigurazione del Cristo Patiens, il sofferente, il dolorante.
L’indagine richiama al fascino della conoscenza e, con elementi di ragionevolezza, descrive di un tempo, da valorizzare. In punta di piedi alimento cammino sulle ruvide pietre di manufatto antico, cerco il sapore antico che gli appartiene, provo ad immaginare il tempo in cui dedizione e passione portavano alla costruzione di Chiese per arricchire spiritualmente la comunità, si affrescavano pareti, si tracciava la storia con dipinti. Percorro con rispetto la storia stessa che deve edificare popoli per la realtà che narra poiché, con compiuta consapevolezza, occorre conoscere il fascino di un tempo che, seppure non vissuto, ha lastricato strade, accolto sudore, visto gioire, visto morire e ancora vivere.
E in questo tempo gravoso per l’umanità, in cui regna confusione, efferatezza, devastazione morale, la riflessione chiama altresì a concentrarsi sul senso del Cristo Patiens e sulla speranza. Intensa spiritualità e inquietudine caratterizza il periodo della quaresima, tempo di grazia, di verità che esplode nel centro dell’anno liturgico: la Pasqua, che celebra la risurrezione di Cristo, la sua vittoria sulla morte e sul peccato. Ciò chiede di riconciliarci con il limite che l’esistenza umana contempla.
E, in quest’ambito, mi piace riproporre un antico proverbio, in vernacolo, tanto caro a mio Padre: « L’acqua curra duv’è ra pennenza e l’amur tira duv’e ra speranza », « L’acqua fluisce lungo il declivio tracciato e l’amore confluisce, conquistato, verso la speranza ». È un continuo partire e ritornare la speranza, legata alla vita delle donne e degli uomini in ogni tempo, un umanesimo che si fa continuum di speranza. Nel ripensare una società rispettosa della sacralità della Persona, la narrazione si addentra nella bellezza di un linguaggio che scardina tratti di storia, di archeologia, delle numerose Chiese del territorio atte a rigenerare speranza sociale, innovazione culturale incarnando il valore del Bene Comune.
Il libro è disponibile per l’acquisto al link 👉 Il CRISTO PATIENS - La bellezza di un ritrovamento in Chone/Cirò (KR) - Storia, Chiese, Archeologia
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