mercoledì 17 giugno 2026

Cirò e la promozione di una fontana inesistente attribuita a S. Nicodemo

Nonostante la conclamata verità storica su S. Nicodemo da Sikròs, cioè che non è nato a Cirò e mai vi è stato, verità storica consolidata, e dal 2017 a Cirò dalla sottoscritta, con studi compositi e pubblicazioni, reso pubblico, ancora si insiste cercando di ‘spacciare’ una inesistente fontana a nome del Santo. In un territorio, la Calabria, dove, purtroppo, spacciare stupefacenti è nota cronaca quotidiana, e per fortuna c’è chi, servitori dello Stato, operano per debellarne e ostacolarne spaccio, contestualmente sussiste chi si impegna a spacciare falso storico. Occorre chiedersi il perché, e se sia lecito tanto arrogante impegno a segnare di ridicolo il territorio. 
In tanti, fedeli ai valori virtuosi, si adoperano per opporsi a azioni criminali, per rendere più sicuro, vivibile il territorio, più civile. Altri, provvisti di lauta ignoranza, prestano il fianco e si fanno proni a spacciare ‘stupefacenti idiozie’, ignorando volutamente  ciò che la verità storica sul Santo Nicodemo da Sikròs ha acclarato: insussistenza di un percorso verso un’inesistente fontana a lui attribuita. È un sacrilegio asserirne esistenza!

Per valorizzare un territorio, già bello di suo, non occorrono cantonate, progetti dissacratori, occorre competenza e preparazione, è necessaria la verità dell’onestà intellettuale, l’unica capace con autorevolezza ad ‘attrarre’, senza bisogno di menzogne. Il paese non ha certo necessità di rendersi ridicolo più di quanto già sia stato reso, ridotto a incuria morale come non mai. Auspico un moto di dignità, di coscienza, di quanti sanno dell’ingiusto operato. 

Perché insistere su spaccio di ‘stupefacente idiozia’, con oggetto una fontana inesistente, attribuita a S. Nicodemo che a Cirò non è nato, né è mai stato, nemmeno in visita? “Totò truffa” ha fatto scuola! Ha saputo però vendere meglio la fontana di Trevi, ma era un film! Lo stesso si vorrebbe fare a Cirò, ma studi e pubblicazioni ostano all’inganno, e la Cultura è l’unica arma capace di cambiare realmente le cose e riportarle all’ordine, oltre ogni progetto illusorio, vedi Luigi Lilio e fra Giovanni da Crotone alias Giano Lacinio.

Di S. Nicodemo, come ho ricordato nei miei libri, è necessario tenere ben distinti il culto del santo dalle leggende, surclassando ogni folklore con cui si cerca di sedare verità storica. Dalla fonte ufficiale, il bios del Santo Nicodemo, conosciamo il luogo di nascita: Sikròs - che non è Cirò, dove non è mai stato - e in cui non esiste una casa natale, tanto meno una fontana. Il bios riporta il giorno della morte del Santo, 12 marzo all’età di 70 anni, mentre non fa alcuna menzione del giorno di nascita, giorno che, dunque, non può essere inventato. La festa liturgica di S. Nicodemo è disposta al 12 Marzo. Studi compositi hanno acclarato anno di nascita il 940, anno di morte il 1012.

È ora di cambiare strada, di studiare piuttosto che insistere a raccontare favole, non funziona più la strategia dei castelli sulla sabbia gestiti, senza vergogna, impropriamente a danno del territorio e della sua gente. Per valorizzare un territorio non è necessario l’inganno, nella fattispecie, usando un povero Santo cui si manca di rispetto per un percorso, fontana inesistente, creato ad arte per interesse particolare, non certo di bene comune. Ricordo che non è bene comune ingannare comunità, territorio, ignorando la storia reale poiché fa comodo altro. Per analogia, può un medico, ignorando il progresso della scienza, non aggiornarsi, e continuare a dare medicine obsolete, addirittura dannose, con il rischio di causare la morte di un paziente? Alla Chiesa locale, muta, ma a conoscenza dell’incongruenza, sarebbe bastata la semplice applicazione del Vangelo, l’esempio di Gesù, capace di dialogo, di coraggio della verità, quella che edifica umanità. Il territorio lordato di infinito marciume morale, si può sanare solo con la dignità della verità, con l’onestà intellettuale. Gesù continua ancora oggi a essere tradito, ma poco importa ai signori della chiesa del dio minore, proni al relativismo.

Il povero santo monaco, Nicodemo, è nato a Sikròs (RC) e non a Cirò. La sottoscritta, calabrese, e di Cirò, dal 2017 ha reso nota la verità storica, non digerita dall’amministrazione comunale e soci che, incapaci di vergognarsi per quanto cercato di operare a mio danno, hanno dimenticano che non è un ente pubblico a stabilire dati storici. Lo ricordo: un Ente Pubblico, e vale per paesi, province, regione, deve salvaguardare l’appropriato e non l’improprio per un territorio, nella cura di tutti i suoi cittadini.

Ed è interessante sapere: il vescovo della Diocesi di Crotone-Santa Severina ha autorizzato pellegrinaggi e in nome del Santo Nicodemo, non nativo di Cirò, e in un luogo che mai ha visto la sua presenza, né visto una fontana a lui attribuita? È necessario che sussista sia tale autorizzazione, sia quella delle autorità locali, poiché se necessaria per le processioni ‘particolari’ occorre che ce ne sia anche per pellegrinaggi in zone impervie a protezione di quanti saranno stati informati che si tratta di fantasia. Poi in libertà ognuno percorre i cammini che crede, dentro il fare lecito però. E i preti sodali, pavidi, cercassero più Dio visto che hanno sfuggito il dialogo e la conoscenza, lo cercassero lungo la montagna del Carmelo lì dove la parola di Dio si fa fuoco che incendia i cuori alla umiltà della verità. Raccomando di studiare, leggere, soprattutto di non farsi complici di spaccio di idiozie stupefacenti, credo che Cirò ne abbia esposte abbastanza. E lo dico da cirotana indignata consapevole che ignorare la storia reale non ha nulla di cristiano, nulla di spirituale, ancor più se si parla di storia di santi.

Di una politica sana, pulita, istruita il territorio ha bisogno, e di una Chiesa a servizio di Nostro Signore pro salus animarum anche, la Calabria intera ne ha bisogno: l’amichettismo, il familismo, l'inculturazione, sono la rovina dei territori. C’è bisogno di una politica istruita, capace di servire il popolo con la coscienza di un buon padre di famiglia, per il Bene Comune, non quello particolare. Faccio mie le parole di Papa Leone XIV, “Vi invito ad alzare lo sguardo: non per allontanarsi dalla realtà, ma per ricordare che ogni decisione delle autorità pubbliche riguarda persone in carne e ossa, specialmente coloro che hanno meno forza per farsi sentire. Poiché l’altezza di vedute consiste proprio nel guardare con maggiore profondità a ciò che è in gioco in ogni decisione pubblica. Per questo, accanto alle risposte tecniche e alle riforme legislative, è necessario anche un rinnovamento morale”. (Discorso del Santo Padre, Congresso dei Deputati, Madrid, 8 giugno 2026).

Siate consapevoli della vostra responsabilità. E consiglio vivamente lettura testo: S. NICODEMO DI SIKRÒS. Monaco eremita del Kellarana





Nessun commento:

Posta un commento