mercoledì 23 dicembre 2015

Lo Stupore venente che abbraccia il mondo


Lo Stupore venente abbraccia il mondo, inonda di luce l'universo, luce di verità, di giustizia, pace. Fermarsi innanzi allo Stupore per amare l'Altro, per ammirare la storia che si compie, per penetrare il senso nuovo di una socialità di comunione. Fermarsi per guardare avanti, guardare al Cielo, affinché si innovi la consapevolezza del bene prezioso che è la vita, la Famiglia, il vagito di un Bambino, luce di speranza, innesto vivente per l'umanità in cammino che non ha colori, non ha etnie, non ha bisogni diversi dai bisogni di ognuno: un'unica natura nasce, cresce e inneggia alla vita, Vita che genera e si rigenera. 

domenica 13 dicembre 2015

Socialità: autentico spirito della Comunità



Ogni vero mutamento non può che essere primariamente interiore: parlare al cuore dell’uomo è dato imprescindibile per farsi comprendere. Dalle necessità umane non deve nascere la costrizione ma la libertà e l’uomo, poiché ente dialogico e relazionale, vive in una tradizione che altro non è che la forma libera dell’associazionismo sociale. Ora, socialismo, categoria perenne dell’associazionismo, non è frutto di un’epoca storica, piuttosto è vigente in ogni tempo, e implica altresì una possibilità costante della spiritualità. Difatti, il socialismo religioso non rifiuta lo Stato: lo Stato è uno status, per meglio dire, un insieme di relazioni che gli uomini istituiscono. Ciò di cui si ha bisogno, e la realtà del vivere quotidiano lo richiede, è una rigenerazione: una rivoluzione personale-etico-sociale, che consiste nel riproporre il tessuto dei gruppi autonomi associativi.

venerdì 27 novembre 2015

La concretezza dell’agire: esigenza etica da innestare in un Nuovo Patto Popolare


In questo nostro fragile tempo, tempo della caducità, insicurezza, in cui sembra che tutto si volatilizzi, e da cui non ci si riesce a discostare, travolti come siamo dai fetori provenienti dalle variegate aree della società politica che rendono il cittadino recalcitrante ad ogni slancio verso il perseguimento di un bene, viviamo immersi in un tessuto sociale instabile perché la roccia valoriale su cui si era fondata la compagine umana, si è sgretolata impattando con il gelido senso del vivere egotistico e dissociativo. Aprendo gli occhi emerge una società resa povera di radici, punti di riferimento, che disdegna i valori della vita e si pone sul versante decadente di un relativismo esasperato. C’è da porsi domande, fermarsi a riflettere e chiedersi: dove si dirige l’uomo? Dove si dirige la società? Nasciamo alla vita per perorare una cultura di inganno e, quindi, di morte?

lunedì 9 novembre 2015

A servizio dell’Altro: una politica della Provvidenza


Ho da sempre creduto che fosse il cuore il motore primo per occuparsi di questioni sociali, l’unico in grado di accostarsi con umanità alla politica, e lo dico da filosofa che pensa, da comunicatore che dà conoscenza. Da sempre ho fatto mia l’idea cateriniana di Riforma: togliere dal ‘giardino’ i fiori fradici e maleodoranti dei cattivi ministri e piantarvi ‘fiori odoriferi’ di ministri veri e santi. Un’idea, monito di assoluta lungimiranza, e quanto mai appropriata considerazione per il nostro oggi: e per la società civile e per Madre Chiesa. Senza passione e amore di fare bene con verità, il frutto non fruttifica, mi ricordava mio padre.

domenica 11 ottobre 2015

IUBILAEUM ORDO PRAEDICATORUM Ottocento anni di vita e di storia - 1216-2016

L’Ordine dei Frati Predicatori si prepara a celebrare 800 anni di vita e di storia dell’Ordine con un Anno Giubilare, avente per tema “Mandati a predicare il Vangelo”. Queste parole richiamano l’incipit delle Bolle promulgate da Papa Onorio III che, nel 1216 e nel 1217, confermarono la fondazione dell’Ordine. Papa Onorio, approvando i Predicatori, li presentava come totalmente dediti alla evangelizzazione della Parola di Dio: la consacrazione alla Parola, per la predicazione e la contemplazione, permette unità che, nella famiglia Domenicana è essenziale, poiché legata alla missione della predicazione del Regno. 

sabato 12 settembre 2015

L’esistenza umana è ancora preziosa per il cattolicesimo politico?


Ciò che rende l’esistenza preziosa e piacevole sono solo i nostri sentimenti e la nostra sensibilità, così scriveva Hermann Hesse. Bisogna tuttavia porsi una domanda: l’esistenza umana è ancora preziosa? Esistono sentimenti? È manifesta la sensibilità? Il pensiero dell’anima, riflettendoci, non mancherebbe di rispondere: certo, al camminarsi dentro tendono gli amici della verità. La realtà, ciò nonostante, testimonia tutt'altro, ancor più perché è comunicata imperversa confusione, e da ciò non si astrae il discorrere politico, divenuto banale e infruttuoso.

giovedì 27 agosto 2015

Eucarestia e crisi del matrimonio



Recensione del libro di S. Em.za il cardinale Ennio Antonelli: Crisi del Matrimonio & Eucarestia, Edizioni Ares, Milano 2015, divulgata in due parti su Zenit.org, di seguito riproposta integralmente.

“Ritengo che questo scritto riesca a coniugare e ribadire la preziosa dignità del matrimonio cristiano, come è stato vissuto nella Chiesa cattolica, con la comprensione delle situazioni concrete e complesse che condizionano la responsabilità soggettiva dei coniugi. Quello che emerge è che il tesoro di dignità e di grazia che è stato consegnato alla Chiesa chiede di essere rafforzato e illustrato anche a beneficio di chi si trova in situazioni critiche o di fragilità: è aumentando la luce che si generano il rinnovamento e la forza per percorrere il cammino” (p. 6). Queste parole tratte dalla Prefazione del card. Sgreccia all'agile e denso testo del Card. Antonelli sulla crisi del matrimonio ovvero del matrimonio in crisi ed il sacramento dell’Eucarestia, ne sintetizzano in modo chiaro e puntuale il valore del suo contenuto e soprattutto la sua utilità al fine di affrontare le varie problematiche della e sulla famiglia cristiana oggi, soprattutto in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi.

domenica 26 luglio 2015

Compenetrare la verità che alberga l'esistenza umana


L’evento più grande nei nostri tempi è che Dio è morto, scriveva Nietzsche nel suo Gaia scienza. Per lui è un messaggio di emancipazione: l’immensità si apre innanzi a tutti, finalmente siamo liberi. Ergo: Al di là del bene e del male l’uomo vuole prendere il posto di Dio e diventare, così, legislatore e creatore di valori. Drammaticamente attuale direi! 
Tuttavia, nostro compito, compito dell’umanità, è, dice Maritain, di cercare di usare il vero più per guarire che per colpire. E, ci ricorda Tommaso d’Aquino: La persona è ciò che di più nobile c’è in tutto l’universo. Sulla scia dell’Aquinate, Maritain sostiene che l’uomo è integralmente materialità e, allo stesso tempo, integralmente spirituale.

venerdì 24 luglio 2015

Catherine of Siena: Essays on Her Life and Thought


New Priory Press is proud to present this volume of six classic essays on the life and thought of St. Catherine of Siena (1347-80), Dominican mystic and Doctor of the Church. The essays, which include several that appear here in English for the first time, are:

Thomas Deman, O.P., Theology in the Life of St. Catherine of Siena
Thomas McDermott, O.P., Catherine of Siena: Doctor of Communion
Maria Francesca Carnea, Freedom and Politics in St. Catherine of Siena
Yves Congar, O.P., The Holy Spirit in the Prayers of St. Catherine of  Siena
Michael J. Houser, Processo Castellano. An excerpt from the 
                                                         testimony of Fra Bartolomeo Dominici
                                                         Antoine Lemonnyer, O.P., The Spiritual Life in the Teaching of  St.                                                            Catherine of Siena

domenica 12 luglio 2015

Per una politica non virtuale ma virtuosa

La mia natura pensante, creativa, esigente, seppur a volte ferita e provata da lame taglienti, utili solo alla lacerazione umana, sogna un corpo politico multicolore che si elevi a voce di verità, espressione di attenzione, cultura, solidarietà, che non guardi a confezionare approssimazione, ma sia portatore sano del proprio fare la differenza. Dopotutto, siamo in questa vita per donare, dare e darci in dono, a mani aperte e, non solo fare per iniziativa nostra, quanto piuttosto essere docili all'impulso di chi ‘ci abita’. È Lui il motore che muove il cattolico che è chiamato ad ascoltarsi! Dice Tommaso d’Aquino: I doni dello Spirito Santo, a differenza delle virtù, che sono disposizioni ad agire anche in maniera soprannaturale, quando si tratta di virtù infuse, sono delle disposizioni non ad agire, ma a lasciarci agire, vale a dire: lasciarci guidare da chi ‘ci abita’ e, appunto: per donare. E il politico non può fare buona politica senza sana ispirazione e pratica delle virtù.

martedì 30 giugno 2015

Talità kum: fanciulla alzati! … lasciamoci inquietare


Essere dentro il fiume della storia di cui si vuole essere parte viva, propositiva, che sa guardare avanti, verso orizzonti e nuove frontiere di pensiero, capace di fare differenza valoriale, significa rivolgere lo sguardo con cuore puro all'edificazione dell’uomo, principio e fine di ogni proponimento sociale. Viviamo nel tempo in cui si è sviluppato un fare politico distorto, inteso come occasione speculativa da gestire, dimentico del suo essere di ‘servizio’, virtù pro bonum facere; assoggettato a un’impalcatura costruita sull'inconsistenza che ha per fondamenta l’arroganza dell’ego.

giovedì 11 giugno 2015

Papa Francesco promulga le virtù eroiche di Madre Maria Antonia Lalìa


Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione e il riconoscimento delle Virtù Eroiche della Serva di Dio Madre Maria Antonia Lalìa.   Si legge nel Bollettino della Santa Sede: “Ieri, 5 giugno 2015, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti riguardanti […] le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Antonia del Sacro Cuore di Gesù (al secolo: Rachele Lalìa), Fondatrice della Congregazione delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto; nata a Misilmeri (Italia) il 20 maggio 1839 e morta a Ceglie Messapica (Italia) il 9 aprile 1914”.

venerdì 5 giugno 2015

Rivendicare il ruolo dei cattolici nella cosa pubblica

Per instaurare una vita politica veramente umana, il bisogno primo è quello di coltivare il senso interiore della giustizia”: Maria Francesca Carnea affronta il tema del ruolo dei cattolici nella società civile, mettendo in relazione il Diritto canonico con la  Dottrina sociale della Chiesa.

domenica 24 maggio 2015

L’unicità dell’uomo è la sua incomunicabilità


Nella sua natura di anelante ricerca, la persona, “uomo problematico” come lo definisce Gabriel Marcel, è in grado di abbracciare, con il domandare, il suo stesso essere, fin nelle radici più profonde. L’inquietudine costruttiva che alberga la persona, gli consente di scoprirsi bisognosa di dialogare con l’altro, natura che intimamente si articola come in un discorrere continuo per conoscere e conoscersi. L’essere in sé della persona corrisponde alla sua incomunicabile soggettività, vale a dire: si appartiene e si gestisce come sorgente delle proprie scelte e dei propri atti.

sabato 4 aprile 2015

Il sogno di una innovativa Speranza: innesto di fortezza e mitezza



Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare, dice Eraclito, e l’essenza della fiducia di ogni affidamento, non è soltanto guardare al di là della situazione presente, ha più ampi orizzonti il senso della vista, è una forza vitale, capace di credere, perché ama dell’amore in cui è innestato, una forza capace di tenere alta la testa, di sopportare le ingiustizie, una forza che non lascia mai il futuro agli iniqui, ma il futuro lo pretende per sé. L’agire politico è legato alle esigenze morali, pertanto la metodologia politica non può essere sorretta da un’antropologia di tipo quantitativo, che ambisce a un gran numero di consensi, piuttosto deve essere sorretta da un’antropologia qualitativa, che miri a ottenere la fiducia dei cittadini. Principio cardine dell’etica sociale è la dignità di ogni essere umano, il rispetto della persona esige la solidarietà, perché nessuna categoria economica, etnica, religiosa, sia esclusa dal bene comune. Condizione peculiare è la capacità di pensiero, che con senso etico e morale ha chiaro il significato del pensare come dovere, amare come missione, desiderare il bene dell’altro come fine. Coerenza, correttezza comportamentale, rendono pienezza all'essere testimoni credibili di una sana forma di umanità in politica.

martedì 10 marzo 2015

Leviamoci dal timore servile


Viviamo nel tempo in cui c’è un’impalcatura politica costruita sulla sabbia, perché dimentica del suo valore fondante: la virtù pro bonum facereNel pensiero della cultura moderna si è, in qualche modo, ignorata la dimensione essenziale della persona: la sua trascendenza, il suo rapporto con l’Assoluto. L’essere persone etiche, cioè capaci di fare uso del pensiero critico nell'impegno su cosa sia buono per la vita dell’uomo, implica contemplazione e interiorizzazione, richiede d’essere uomini liberi. All'elemento trascendente della persona, si associa, parimenti, una sua importante dimensione: la libertà.  La vita morale è autentica unicamente se accompagnata dalla libertà: l’uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà. Tuttavia la libertà è pienamente attuata soltanto nella comprensione della verità.

venerdì 20 febbraio 2015

Coraggio, speranza, amore: contributo di edificazione del prossimo


Sosteneva Aristotele che ciò che dobbiamo imparare a fare, lo impariamo facendolo. Viviamo una difficoltà grave nel Paese, non solo economica, piuttosto strutturale della nostra democrazia, tutti coloro che lottarono per costruire un paese democratico, cattolico, liberale, hanno, con metodo e anche con sangue, lasciato in eredità educazione ai valori umani più sacri, un lascito di lealtà, rispetto, fraternità, volta alla conquista, tesoro inestimabile di libertà nazionale, titolarità del popolo a essere voce della politica. Assistiamo, invece, ed è aspetto di cocente attualità, all'incredibile artificio della menzogna, che non alimenta fiducia nei cittadini, come anche all'incredibile dato delle iniquità sociali. Il popolo che anela verità, coerenza, fiducia, responsabilità, si va sempre più scontrando con l’effimera insidia dell’inganno, e la menzogna è un’iniquità. Il Signore di sua propria bocca affermò: Sia sulla vostra bocca il sì, sì, e il no, no. Il di più viene dal maligno (Mt 5, 37). In questo senso anche s. Paolo, quando prescrive di spogliarsi dell’uomo vecchio, denominazione che abbraccia tutti i peccati, pone al principio questa ingiunzione: Pertanto gettate via la menzogna e parlate dicendo la verità (Ef 4, 25). 

lunedì 12 gennaio 2015

“E ora popolarismo”: azione e discernimento nel fare politico


Esprimendo gratitudine anche per il luogo che ci ospita, lo splendido complesso del Convento delle Suore Domenicane Missionarie di San Sisto, non posso non citare Caterina da Siena quando dice: meglio rimanere senza mantello che senza carità, espressione che trovo fondante di ogni azione politica che si dica cattolica. E, nel contempo, sovviene in aiuto al nostro cammino “per il popolo” quanto afferma Tommaso d’Aquino: come illuminare è più che risplendere, così donare ciò che si è contemplato è più che solo contemplare. Urge dunque azione!