domenica 30 aprile 2017

Calabria e suoi primati politici


Si parla tanto di cambiamento, a parlarne sono gli stessi che hanno determinato la necessità del cambiamento. Pongo quaestio: questa gente quando pensa di desistere dal potere? Quando cambieranno realmente le facce che ambiscono solo ai propri interessi piuttosto che al bene del territorio? Quando il pensiero politico, di costrutto, e servizio alla gente prenderà le redini del cambiamento?

lunedì 24 aprile 2017

SCIENZA POLITICA E SPIRITUALITÀ - Corso di alta specializzazione - Ateneo s. Anselmo



La specializzazione di Teologia spirituale della Facoltà di Teologia e la Facoltà di Filosofia del Pontificio Ateneo S. Anselmo, si fanno promotori del Corso di alta specializzazione in SCIENZA POLITICA e SPIRITUALITÀ.
A carattere precipuamente politico-spirituale, il Corso è volto a incoraggiare a una ripresa di valori umani, a far acquisire una consapevole autonomia di pensiero che conduca ad una edificazione dell’umanità, ad un innovato umanesimo. 

venerdì 31 marzo 2017

Oltre ogni nanitalianità, si abbia rispetto per i giovani d’Italia

Quando gli inutili idioti fanno a gara pur di apparire, manifestarsi autoreferenziali, quando provano a dare voce, con fiato corto e afono, a parole insensate e non pensate, ti accorgi che la longa manus dell’amicizia clientelare, abbraccia spudoratamente l’ambito del protagonismo politico-sociale. Inutili idioti che vivono come filibustieri, è storia propria dei nanitaliani, amebe inconsistenti, quella nanitalianità che ci fa vergognare dell’Italia, della sua storia, dei suoi valori, continuamente insultata da inconcludenti soggetti che arrancano per vivere del loro nulla essere, supportati dall'altrettanto nulla essere di chi li sostiene. E ti danno anche dritte su come trovare lavoro: “Giocare a calcetto”; ed è sempre lo stesso genio che, per continuare a godere della propria posizione di potere, senza intralci concorrenziali di potenziali talenti, afferma: “Giovani italiani vanno all'estero? Alcuni meglio non averli tra i piedi”.

sabato 18 marzo 2017

La virtù sta nell’azione e nel sacrificio

L'indole generosa di mia madre mi ha educato a cercare nel mio simile l'umanità, piuttosto che l'agiatezza o l'influenza; il temperamento genuino di mio padre mi ha esortato ad appassionarmi, più che alla tronfia falsa sapienza, alla tacita virtù del sacrificio che, sapientemente, rende sacra ogni azione. Il sacrificio viene inteso come sofferenza, rinuncia a qualcosa, fatica per qualcosa, in vista di un auspicato bene. Ma è il significato dell'accezione moderna. Se si considera la sua radice, se sacrificio è inteso nel suo originale significato di sacer facere: rendere sacro quello che si fa, si comprende quanto sia migliore interpretarne bellezza. 

sabato 4 marzo 2017

Dio chiede collaborazione

La modernità, perduta ogni capacità di vita interiore, consegna il cuore al chiasso dell’orrido non senso. Tutto è frenesia, corsa verso l’inconsistenza, che non si avvede di riempire il tempo nel vuoto non fare. L’assenza di vita interiore lascia ampio respiro alla superficialità, al relativismo, al che vale la vita se non è in mia egoistica funzione? Ma io sono nulla senza l’altro, Dio stesso chiede collaborazione alle sue creature, chiede di rendersi esseri pensanti, capaci di pensiero autonomo, non amebe inutili al bene della vita.

venerdì 24 febbraio 2017

La leggenda del Valoroso P

C'era una volta il Valoroso P, animale sociale e politico per natura che, come guida, usava la ragione nelle singole vicende della vita, con l’ausilio della luce dell’intelletto, capace di penetrare le profondità dell’essere umano. Era forse il tempo di quel grado di mitezza dell’essere, che lo rendeva capace di sé, quindi rivoluzionario, in grado di governarsi e governare, capace di fare la differenza tra il bene e il male, capace di ridimensionarsi perché riconosceva il limite del rimanere solo. Capì l’importanza dello stare insieme, conobbe la parola Noi, la preferì ad ogni bene materiale e la praticò, innanzi tutto, nell'amore, poi nella società e nel lavoro.

martedì 21 febbraio 2017

La ragione dello sconnesso fare politico

Non c’è più un perché politico per stare insieme, e non da adesso, allora perché perpetrare uno stillicidio già ampiamente segnato? Perché concentrare energie, parole, servizio pubblico alla mercé di gente che ascolta solo e unicamente se stessa a dispetto della comunità degli elettori? Gente che manifesta rancore, ottusità, antagonismi, personalismi, violenza del linguaggio, totale adesione ai vizi dell’ego, a fronte di quanti, del corpo elettorale, sembrano imbambolati, storditi dal non senso a cui è costretta ad assistere. Una conferma dell’inconsistenza politica che vanta il fare per il Paese ma che tradisce, minuto per minuto, un mandato temporale, dall'alto del suo benestare.