sabato 20 agosto 2016

L'evanescenza di certa politica fantasiosa


Dio volle comandare a uomini liberi, scriveva Erasmo da Rotterdam, ed è il credo cui ancora voglio dare fiducia, anelando una presa di posizione di uomini veramente liberi, veramente forti nella passione,nell'ispirazione valoriale di fare il bene comune. E, venendo alle argomentazioni  correnti riguardo  l'uso del burkini e la legalizzazione droghe, mi sembra che stiamo precipitando in una assurda digressione sociale che ambisce, sempre più, a essere “legalizzata”. 

venerdì 22 luglio 2016

La giustizia è ancora una virtù essenzialmente sociale?

Ogni atto umano è soggetto alla legge etica, solo alcune azioni sono soggette al diritto, restando sempre esclusa l’attività puramente interna: non tutto ciò che è morale è diritto, come le leggi della carità, della benevolenza, della temperanza. L’ordine giuridico, quindi, non è altro che l’esercizio della virtù della giustizia, parte dell’ordine morale. Il diritto, come ogni altra verità, deve essere desunto dalla realtà, dalla scienza delle cose. In questo senso la verità è legge di giustizia, e senza verità il diritto diventa pura legalità, privo di giustizia. Scindere il diritto dalla verità è privarlo di giustizia e di moralità, è privarlo così del criterio per distinguere il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso diritto.

giovedì 21 luglio 2016

Sulla via dell’estinzione navigano le politiche partorienti ideali


Quando ci domandiamo "Che cosa è un uomo?", la risposta è la sua definizione: “È proprio dell’uomo essere animale ragionevole” (Tommaso d’Aquino, C. Gent., III, 39). Determinante, però, nell'uomo è l'autoaffermazione coscienziale, ovvero la sinderesi come capacità di distinguere il bene dal male. La sinderesi, cioè, permette all'uomo di avere autocoscienza, esame di sé, conoscenza innata del bene e del male, capacità di dirigersi verso ciò che lo protegge, verso il bene che lo favorisce. Questo bene però non è sommo egoismo, o compiacimento di sé, auto  soddisfacimento di ciò che è più utile al soggetto aspirante, piuttosto è elemento di relazione con il prossimo: non si può ignorare di vivere in una collettività.

domenica 10 luglio 2016

Liberare l'Intelletto significa scoprirsi Persona, anche in politica

Ogni cosa è buona mentre dalle mani del creatore ottiene vita, ogni cosa traligna dalle mani dell'uomo, che non sa frenare pulsioni, e lascia che a governarlo sia la cieca freddezza del calcolo inumano, dell'irrazionale egoismo dai bassi istinti. Riuscire a invertire la rotta, l'insana tendenza moderna, è tentativo arduo. Reinnestare il pensiero di costrutto, vincendo parole veicolate dalla pancia, è l'impresa del secolo, è il guadagno dell'uomo che si riconosce Persona, non bestia all'umanità. Diviene anche acquisto per una sana politica poiché quando la mano ubbidisce all'intelletto non ruba, non è faccendiera affaccendata, non ostacola, rimane pulita e onesta, l'intelletto opera come dono, nella purezza dell'intenzione, nell'idealità del bene comune.

domenica 3 luglio 2016

Politica sii Presente!!! Dio sii Fragoroso!!!

Determinazione e competenza rafforzano conquiste di evoluzione sociale. Al cuore dei Paesi Civili si deve parlare e, con essi, Uniti dalle conquiste di pace, libertà, diritti umani, fare Corpo per dare voce ad un’Anima di innovato umanesimo, congiunti. Una voce che all'unisono sappia dire stop ai burattini della morte, strimpellati da finanziatori senza scrupoli, per seminare morte e separazione. Il cuore della società civile ha un’unica religione da asservire: l’Umanità che pulsa Vita e Rispetto. 

giovedì 30 giugno 2016

Analisi di un’autocrazia populista che opprime l’eloquenza


La politica è una vocazione, non un passatempo per dilettanti temerari. L'eloquenza, nutrita di filosofia, è costruzione di pensiero che porta coerenza, dato valoriale, contenuti ideali, visione che matura e alimenta la speranza del domani di un Paese curato e pensato e, in esso, un modello di uomo politico la cui capacità di governo è fecondata da una ricca e profonda analisi filosofica. In questa visione è la Persona al centro del servizio della politica, con il desiderio di edificarne talento e virtù. Tuttavia, che tipo di umanità politica siamo?

sabato 25 giugno 2016

I dominus gregis del potere civico, in Italia, ignorano la voce di chi non trova voce

Và dove soffia il vento! Ma che eleganza: la grande presa di Roma, e con Roma il buzzo di altri territori. E, mentre inizia, con convinzione, il Popolo d’Europa a lamentare e rigettare le politiche estenuanti di austerità, si è avviata, in dipartita, la partitura fragorosa dalla Gran Bretagna, in Italia non si tiene conto che metà circa della popolazione non va a votare, si ignora il popolo che non viene soddisfatto da proposte liquide, inconsistenti, dettate da rivendicazioni. Il ‘nuovo’ è imposto dalla non partecipazione al voto di cittadini che non trovano rappresentanza, non sono coinvolti e motivati, e vanno sempre più crescendo di numero sul territorio, con dignità e con operosa coerenza, nel silenzio di chi ignora. Ciò testimonia come si viva in un Paese di cui, chi non comunica, o comunica ciò che è a proprio vantaggio, alimentando odio e discredito, ambisce a essere dominus gregis, poiché di questo che si vuole essere capi, del gregis, perché il bene comune è Altro e Alto argomento che richiede struttura politica e competenza valoriale, stima anche di coloro che, politicamente, si avversano.