lunedì 28 novembre 2016

Contro ogni autocrazia dico NO!

Nel tempo antico a condurre il 'regno' era la virtù, erano uomini moralmente affidabili e liberi quelli ai quali si rimettevano le sorti della patria. Chi governa deve essere uno specchio di virtù e, affinché non manchi di suscitare simpatia a Dio il nostro agire, la rettitudine deve essere resa credibile da una cultura che la illumina e la conduce. Diversamente, viviamo l'oggi spento, orfano di spirito e sapienza, l'oggi che non convince. E non è solo la terra a tremare, vacilla l'animo umano che affranto cerca risposte che, sa bene, non potranno giungere dall'inconsistenza partitocratica resa esanime per superficialità, accidia, pusillanimità. Tuttavia, ogni persona è abitata dall'Immenso ed è capace di trovare e trarre dall'Immenso il senso della propria esistenza, edificandosi: solo la cultura che illumina, conduce e dona vita sana.

mercoledì 12 ottobre 2016

Frastuono referendario sulla Carta Costituzionale


In virtù del grande frastuono referendario mi chiedo e chiedo: ma la Carta Costituzionale non è elemento sostanziale di uno Stato? Non dovrebbe essere guida e sostegno di unità nazionale e rappresentarne l’ancora identitaria? Non dovrebbe determinare intesa, unanimità, equità di trattamento, lungimirante veduta nazionale? Non dovrebbe essere l’elaborato composto di una rappresentanza politica eletta, piuttosto che la redazione parziale, da parte di non eletti, per attrattive che non si capisce verso quale orizzonte dirigono? 

domenica 9 ottobre 2016

Si desti la ragione!


Nel coltivare l’ambizione/delirio di altri si diventa ebeti, incapaci di essere se stessi, insani portatori di volontà non propria, di un apocrifo pensiero. Tommaso d’Aquino ci ricorda che: È naturale all'uomo elevarsi alla realtà intellegibile attraverso le cose sensibili, perché ogni nostra conoscenza ha inizio dai sensi. L’intelligenza scopre meandri e, indisponibile, determina autenticità, mai lascia o si lascia irretire da riverbero d’altri: la libertà, nel suo essere portento immenso di intelligente autonomia, non può abdicare all'assuefazione del pensiero subordinato. Chi avalla ciò è labile di concetto, si rende  forte di irragionevolezza di gruppo, manifestando piena incapacità d’azione. Di contro, l’intelletto agente è il solo in grado di rendere stile e verità a un fare incondizionato.

giovedì 6 ottobre 2016

Edificati Umanità


Quando l'Immenso ti alberga non puoi non sentirlo
…prenditi il tuo tempo per vivere la tua consistenza
senza la tua bellezza non doni vita alla vita
senza l'armonia della tua interiorità
non fecondi alcuna forma di bene.
Eppure infinite sono le forme di bene che puoi operare

sabato 20 agosto 2016

L'evanescenza di certa politica fantasiosa


Dio volle comandare a uomini liberi, scriveva Erasmo da Rotterdam, ed è il credo cui ancora voglio dare fiducia, anelando una presa di posizione di uomini veramente liberi, veramente forti nella passione,nell'ispirazione valoriale di fare il bene comune. E, venendo alle argomentazioni  correnti riguardo  l'uso del burkini e la legalizzazione droghe, mi sembra che stiamo precipitando in una assurda digressione sociale che ambisce, sempre più, a essere “legalizzata”. 

venerdì 22 luglio 2016

La giustizia è ancora una virtù essenzialmente sociale?

Ogni atto umano è soggetto alla legge etica, solo alcune azioni sono soggette al diritto, restando sempre esclusa l’attività puramente interna: non tutto ciò che è morale è diritto, come le leggi della carità, della benevolenza, della temperanza. L’ordine giuridico, quindi, non è altro che l’esercizio della virtù della giustizia, parte dell’ordine morale. Il diritto, come ogni altra verità, deve essere desunto dalla realtà, dalla scienza delle cose. In questo senso la verità è legge di giustizia, e senza verità il diritto diventa pura legalità, privo di giustizia. Scindere il diritto dalla verità è privarlo di giustizia e di moralità, è privarlo così del criterio per distinguere il giusto dall'ingiusto, il vero dal falso diritto.

giovedì 21 luglio 2016

Sulla via dell’estinzione navigano le politiche partorienti ideali


Quando ci domandiamo "Che cosa è un uomo?", la risposta è la sua definizione: “È proprio dell’uomo essere animale ragionevole” (Tommaso d’Aquino, C. Gent., III, 39). Determinante, però, nell'uomo è l'autoaffermazione coscienziale, ovvero la sinderesi come capacità di distinguere il bene dal male. La sinderesi, cioè, permette all'uomo di avere autocoscienza, esame di sé, conoscenza innata del bene e del male, capacità di dirigersi verso ciò che lo protegge, verso il bene che lo favorisce. Questo bene però non è sommo egoismo, o compiacimento di sé, auto  soddisfacimento di ciò che è più utile al soggetto aspirante, piuttosto è elemento di relazione con il prossimo: non si può ignorare di vivere in una collettività.