domenica 15 gennaio 2017

Responsabilità politica non sussulto emotivo, piuttosto dato razionale

È possibile far convivere nella stessa anima una ardente passione e una distaccata oculatezza? La politica si fa con la testa, tuttavia la dedizione a essa, se non deve essere un puerile intrattenimento di interesse personale, piuttosto un agire umanamente autentico, può scaturire e essere alimentata unicamente dalla passione, che nulla ha a che vedere con l’autocelebrazione. L’appassionato è in sé cultore di gratuità. Nondimeno, il fermo controllo dell’anima, che caratterizza l’uomo politico ‘ap-passionato’, e lo distingue dal politico velleitario che si dimena in modo vano, è possibile solo attraverso l’abitudine a una distaccata oculatezza. Questo perché, la dedizione politica implica il dominio quotidiano di un nemico assai insidioso: la boria.

lunedì 12 dicembre 2016

L’irrazionale che rifugge il buon senso


Diversi sono gli aspetti della politica e dei politici da migliorare, requisito però da non assecondare, è l'irrazionalità e l'immaturità. Urge riportare luce all'intelletto nella società civile, affinché si giunga alla comprensione del bene comune dell'Italia tutta?, o l'ambizione, fine ultimo, è proprio la confusione?, rendere sempre più la politica giogo di populismi e demagogie inconcludenti? 
Cosa significa votare subito? Il subito sta per ‘domani’?, e anche, e nonostante, una legge elettorale sbilanciata? Ma di cosa si parla in una repubblica democratica in cui sconvolge sempre più l’assoluta noncuranza di regole? Troppo semplice fare demagogia! È ancora al primo posto l’interesse del Paese? C’è una idea di progresso sociale concreto nei piani della propaganda populista? Senza regole e rispetto delle stesse non si è più in una repubblica democratica!

venerdì 9 dicembre 2016

Il divino immanente nella natura umana è guida etica per il politico

È per il cattivo timoniere che vediamo la nave perire. “Si pensi a una nave, il cui capitano è più grande e più forte di tutti i marinai, ma - pur non essendo cattivo - è di vista corta, un pò sordo e inesperto di cose nautiche. I membri della ciurma stanno a litigare fra loro, contendendosi il timone, pur essendo anch'essi inesperti di marineria; anzi, affermando che quest’arte non è insegnabile, fanno continue pressioni sul comandante per ottenere il timone. Se non riescono a ottenerlo con le preghiere, ammazzano o buttano fuori bordo i concorrenti, o drogano il capitano. E esaltano chi li aiuta in queste loro intraprese trattandolo come un esperto, anche perché, pur essendo privi di techne e di pratica, pensano che l’arte del pilota si acquisisca semplicemente prendendo il governo della nave. Il pilota competente, il quale sa che ci si deve preoccupare dell’anno e delle stagioni, del cielo e degli astri, viene trattato come un inutile chiacchierone con la testa fra le nuvole”. (Platone, La Repubblica, L. VI, 488a). 

lunedì 28 novembre 2016

Contro ogni autocrazia dico NO!

Nel tempo antico a condurre il 'regno' era la virtù, erano uomini moralmente affidabili e liberi quelli ai quali si rimettevano le sorti della patria. Chi governa deve essere uno specchio di virtù e, affinché non manchi di suscitare simpatia a Dio il nostro agire, la rettitudine deve essere resa credibile da una cultura che la illumina e la conduce. Diversamente, viviamo l'oggi spento, orfano di spirito e sapienza, l'oggi che non convince. E non è solo la terra a tremare, vacilla l'animo umano che affranto cerca risposte che, sa bene, non potranno giungere dall'inconsistenza partitocratica resa esanime per superficialità, accidia, pusillanimità. Tuttavia, ogni persona è abitata dall'Immenso ed è capace di trovare e trarre dall'Immenso il senso della propria esistenza, edificandosi: solo la cultura che illumina, conduce e dona vita sana.

mercoledì 12 ottobre 2016

Frastuono referendario sulla Carta Costituzionale


In virtù del grande frastuono referendario mi chiedo e chiedo: ma la Carta Costituzionale non è elemento sostanziale di uno Stato? Non dovrebbe essere guida e sostegno di unità nazionale e rappresentarne l’ancora identitaria? Non dovrebbe determinare intesa, unanimità, equità di trattamento, lungimirante veduta nazionale? Non dovrebbe essere l’elaborato composto di una rappresentanza politica eletta, piuttosto che la redazione parziale, da parte di non eletti, per attrattive che non si capisce verso quale orizzonte dirigono? 

domenica 9 ottobre 2016

Si desti la ragione!


Nel coltivare l’ambizione/delirio di altri si diventa ebeti, incapaci di essere se stessi, insani portatori di volontà non propria, di un apocrifo pensiero. Tommaso d’Aquino ci ricorda che: È naturale all'uomo elevarsi alla realtà intellegibile attraverso le cose sensibili, perché ogni nostra conoscenza ha inizio dai sensi. L’intelligenza scopre meandri e, indisponibile, determina autenticità, mai lascia o si lascia irretire da riverbero d’altri: la libertà, nel suo essere portento immenso di intelligente autonomia, non può abdicare all'assuefazione del pensiero subordinato. Chi avalla ciò è labile di concetto, si rende  forte di irragionevolezza di gruppo, manifestando piena incapacità d’azione. Di contro, l’intelletto agente è il solo in grado di rendere stile e verità a un fare incondizionato.

giovedì 6 ottobre 2016

Edificati Umanità


Quando l'Immenso ti alberga non puoi non sentirlo
…prenditi il tuo tempo per vivere la tua consistenza
senza la tua bellezza non doni vita alla vita
senza l'armonia della tua interiorità
non fecondi alcuna forma di bene.
Eppure infinite sono le forme di bene che puoi operare