venerdì 27 novembre 2015

La concretezza dell’agire: esigenza etica da innestare in un Nuovo Patto Popolare


In questo nostro fragile tempo, tempo della caducità, insicurezza, in cui sembra che tutto si volatilizzi, e da cui non ci si riesce a discostare, travolti come siamo dai fetori provenienti dalle variegate aree della società politica che rendono il cittadino recalcitrante ad ogni slancio verso il perseguimento di un bene, viviamo immersi in un tessuto sociale instabile perché la roccia valoriale su cui si era fondata la compagine umana, si è sgretolata impattando con il gelido senso del vivere egotistico e dissociativo. Aprendo gli occhi emerge una società resa povera di radici, punti di riferimento, che disdegna i valori della vita e si pone sul versante decadente di un relativismo esasperato. C’è da porsi domande, fermarsi a riflettere e chiedersi: dove si dirige l’uomo? Dove si dirige la società? Nasciamo alla vita per perorare una cultura di inganno e, quindi, di morte?

lunedì 9 novembre 2015

A servizio dell’Altro: una politica della Provvidenza


Ho da sempre creduto che fosse il cuore il motore primo per occuparsi di questioni sociali, l’unico in grado di accostarsi con umanità alla politica, e lo dico da filosofa che pensa, da comunicatore che dà conoscenza. Da sempre ho fatto mia l’idea cateriniana di Riforma: togliere dal ‘giardino’ i fiori fradici e maleodoranti dei cattivi ministri e piantarvi ‘fiori odoriferi’ di ministri veri e santi. Un’idea, monito di assoluta lungimiranza, e quanto mai appropriata considerazione per il nostro oggi: e per la società civile e per Madre Chiesa. Senza passione e amore di fare bene con verità, il frutto non fruttifica, mi ricordava mio padre.