martedì 20 maggio 2014

L’essere umano è chiamato ai doveri prima che ai diritti


La disponibilità del potere politico a tempo illimitato è causa di ogni nocumento umano. Non si può lasciare, e per lungo tempo, che il potere di gestione della cosa pubblica viva in mano di pochi che lo gestiscono per il proprio beneficio clientelare, e a danno della collettività sofferente. Il sistema politico creato implode del suo stesso male: il clientelismo. Dove sono finiti i doveri? È lecito parlare solamente di diritti? Questo ha portato al garantismo illimitato che salvaguarda il malfattore a tutti i costi. Chi tutela le vittime che oltraggio hanno subito? Senza una pena certa da dare a chi crea danno agli altri, si alimenta sfiducia e rassegnazione e non più credito, invece, al nobile senso della giustizia umana.

Il dovere è concetto fondamentale della riflessione etica ed è solitamente associato con quello di coscienza, rettitudine, virtù, legge morale. Cicerone offre una trattazione completa dei doveri dell'uomo, egli le fa coincidere con l'adempimento delle quattro virtù fondamentali: sapienza - conoscenza del vero -, giustizia - attribuire a ciascuno il suo -, fortezza e temperanza - moderazione -. Per Kant, poi, ogni motivazione o finalità utilitaristica corrompe l'atto morale nella sua purezza. Egli intende il dovere come libertà di un essere razionale che interroga se stesso e obbliga se stesso, lega così il dovere all'essenza stessa della moralità. Subentra Nietzsche che alla morale del dovere, sostituisce la morale del volere. Il mio pensare è volto a unire i due concetti rendendoli utili al tempo attuale, per cui accanto alla morale del dovere è necessaria la morale del volere. Entrambe le categorie hanno necessità d’essere e divenire per edificare l’umano, intelligenza è guida.

Si aprono gli occhi e si scopre che chi è delegato a legiferare tutto fa tranne che legiferare per un’equa gestione della cosa pubblica, s’impegna invece a produrre agevolazioni per i delinquenti, per i mafiosi con la politica collusi, a inventare prospettive di lavoro con criteri di flessibilità, determinatezza, precarietà, ma il suo posto e i suoi privilegi rimangono non si sa come, né perché, a tempo indeterminato.

Una legge che preveda al massimo due mandati fa rabbrividire? E i privilegi perché non scompaiono tutti? Perché non si torna a pensare che la gestione della vita di un popolo, che dona fiducia, sia di per se privilegio? Perché non si scelgono la pulizia, l’onestà e si continua a candidare in politica soggetti collusi, quand’anche condannati, per toglierli dai guai? Perché non fare una legge che ridia al popolo capacità di scelta, piuttosto che a segretari e segreterie di spartirsi le poltrone che, calde, vogliono sempre mantenersi? E’ il talento che deve emergere, non l’appropriazione indebita della volontà del popolo che si perpetra senza nessuna dignità. Chi ha merito deve essere valorizzato non chi ha accompagni consociativi e collusi con cui sperperare e di cui si fa forte ignobilmente. È stato creato un sistema ‘stato’ a immagine e somiglianza del sistema ‘mafia’, né più né meno, con il risultato che ora i mafiosi sono legittimati dal potere politico che avalla situazioni di corruzione, malcostume, ruberie, traffici illeciti di voti. Mi chiedo come si fa a rimanere e vivere in modo ipocrita di fronte a se stessi e, soprattutto, a coloro che magari un ideale di verità e di bonum facere lo hanno. Come si fa a chiedere di sostenere sacrifici senza sporcarsi veramente le mani e non scendere dalle cattedre dorate dei palazzi e capire i bisogni umani, della gente che non ha lavoro e non sa come fare, che seppure si ammazza di lavoro, quando ce l'ha, non riesce a mantenere la propria famiglia perché le esigenze chieste dallo stato sono enormi, quand'anche trascura di curare la propria alimentazione, la propria salute. E poi le cronache si riempiono di sedicenti politici, della peggiore specie, per scandali di abbuffate, di ruberie, di appropriazioni indebite e godurie varie nei complessi scomparti regionali, provinciali, comunali, e vertici dei palazzi politici.

Che fine hanno fatto i doveri? L’essere umano è chiamato ai doveri prima che ai diritti! L’attuale sistema, non solo locale ma mondiale, avendo e con molta astuzia capovolto questo dato, per cui ha messo al primo posto i diritti asservendosi ai poteri economici degli interessi privati, ed ignorando in modo totale i doveri cui è chiamato e tenuto ad esercitare, ha avuto come risultato la grande e assurda scelleratezza cui assistiamo, una mediocrità gestionale, incapace di costruire, edificare con onestà e serietà, proprio perché ha un sistema malato in radice. Ha determinato povertà assurde e ricchezze assurde, mentre assistiamo inermi al grande fenomeno delle migrazioni di popolazioni indigenti, che scappano dai loro paesi, persone bisognose, e questo è anche frutto di irresponsabilità, di incapacità e assoluto egoismo umano.

Quando nascerai Italia, sappi che Tu hai dato, ma in lontanissimi tempi, quando Italia ti formavi, personalità di Alto spessore morale, di profonda cultura, di capacità di linguaggio e professionalità seria, personaggi che tutto il mondo ci invidia e che li studia. Svegliati Italia, formati … se te lo consentiranno!!!

[Foto: Peter Paul Rubens, Perseo libera Andromeda]

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