martedì 28 aprile 2026

S. CATERINA DA SIENA, Compatrona d'Italia, Dottore della Chiesa, Compatrona d'Europa

Si leva alta la sua voce, e parla a questi nostri giorni come fosse presente: « Io Caterina ... scrivo a voi... con desiderio di vedere che sempre riluce ne’ petti vostri la margarita della santa giustizia, levandovi da ogni amor proprio, attendendo al bene universale della vostra città e non propriamente al bene particolare di voi medesimi » (L. 367).

Caterina individua nella giustizia la matrice del Bene Comune, legata al prezioso sangue di Gesù fu persuasa che dove v'è ingiustizia non può esservi che disordine sociale ma anche grave danno per lo stesso individuo, persino di colui che crede di raggiungere la felicità attraverso una disordinata ricerca di un bene particolare esaltato.

Ciò che consente all’uomo la scelta, esorta, ossia l’uso della libertà, è la ragione unita alla fede; la ragione come lume dell’uomo, spiega la sua efficacia nell’ambito dell’empirico, del contingente e, in sintonia con il pensiero di Tommaso d’Aquino, Caterina esalta il valore della ragione, cosicché, quando l’uomo trascende l’empirico ed il contingente, anche per lei, come già per l'Aquinate, è la fede che interviene per aiutarlo ad ascendere. 

Caterina è innamorata del tema della responsabilità morale, del suo rendiconto esistenziale, non si accontenta dell’apparenza, esige sostanza umana. E raccomanda: la città terrena non è un possesso personale privato di chi la governa. È in realtà una «città prestata». Ecco il senso del mandato, da cui nasce il senso del servizio.

Ai signori politici dei nostri giorni consiglio di studiare di S. Caterina, le Lettere (381), il Dialogo, le Orazioni, lo consiglio evitando di incrementare nocumento ai territori, anche perché, e spesso si dimentica, chi ha più autorità ha più doveri di cui deve rispondere. Consiglio di studiare di Caterina anche a quanti dentro la stessa Chiesa mancano di discernimento e verità; ne consiglio studio a quanti desiderano inquietarsi di edificazione umana. E, con Caterina, ricordo la perfetta sintesi con cui ella stessa individua i tre peccati del politico asservito a servitù extra bene comune: evitare la contesa, rimandare la decisione, tollerare il male» (L. 123), peccati che riassume nel: « Sonno della negligenza». Descrizione esplicita della quotidianità socio-politica dormiente. E continua: «Chi non sa governare se stesso, non può governare gli altri» (L. 121).

Ardito il sentimento di Bene Comune che, con determinata fermezza, S. Caterina evoca nella carità: quando la Parola risuona fervida nel cuore, respira di verità, arricchisce in spiritualità, conforta nel discernimento, rende umanesimo. Ecco che, sprona S. Caterina da Siena, predica la verità come se avessi un milione di voci. È il silenzio che uccide il mondo!

Infinita la mia gratitudine verso la Senese, e invito a conoscerne profondità e fervore. Fu tale il suo ardore di laica determinata a svegliare le coscienze, a spronare l’umanità a scoprirsi sinderesi, a cercare la pace, che a lei volli riservare la mia tesi di Laurea in Storia Medievale e che, successivamente divenne libro: Libertà e Politica in S. Caterina da Siena. Conoscere di lei è conoscere della propria umanità.

Auguri all’Italia, all’Europa, all’Ordine Domenicano in cui S. Caterina riluce come Dono Speciale. Auguri a quanti ne portano il nome. 🇮🇹

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