giovedì 25 luglio 2019

La Calabria e il congiunto potere malato di 'ndrangheta, stato, chiesa


Dai solidali senza vergogna, di dignità mancata, di abuso dissennato, di esplicita disonestà intellettuale, non possono che nascere ipocrite faccende losche. Affrontare la complessità dei problemi è un dovere degli amministratori, saperli gestire, non rendendosi ridicoli, è l'impresa più ardua. La realtà, di contro, parla più di insabbiature, storie che vengono raccontate ad arte da spacciatori di illusioni. Cosa comporta fumare cannabis, marijuana? I medici dicono: "Una generale situazione di euforia, cambiamenti dell’umore e delle percezioni reali". Ecco: è lo stadio dell'agire attuale in Calabria, tra i solidali del potere malato, che tiene conto della claque del vuoto e, di contro, prova a tacitare, con l’arroganza, l'onesta realistica idea di migliorare realtà territoriali. 

La Babele dei solidali vuole confondere, alimentare paludi. È il potere malato che cerca di impedire la Verità, il bene comune. E non si prova vergogna, questo il male della mia terra, non un sussulto di coscienza che dia la dimensione dell'umana dignità. Non un briciolo di coraggio al bene della vita. Tuttavia, non si può chiedere a inutili idioti di avere ciò che non hanno: onestà, rispetto, correttezza; i dissennati sono tutto e il contrario di tutto, e agiscono sui territori come se fosse proprietà privata, incaprettando se stessi all'inferno.

La verità non si manipola, la conoscenza sveglia le coscienze, e la politica, quella sana, sarà risvegliata alla coscienza e con coscienza. La mia terra non potrà continuare a puzzare di putrido malaffare. Occorre riabilitare, rinnovare la politica di Calabria, estirpando il congiunto potere malato, soggiogato alle varie elargizioni, in odore di elezioni. Colletti bianchi a gogò hanno operato, e operano, foraggiando il malaffare. Per non parlare dei servizi di utilità basilari inesistenti di: sanità, lavoro, giustizia, infrastrutture, grandi opere, viabilità, cura del territorio.

Ci vuole un ingegno per capire che il nostro territorio, la Provincia di Crotone in particolare, è in ginocchio? Che grandi falsi intenditori, procacciatori di carte false, associazioni che decantano un bene congiunto, mission nobili sporcate dall'agire corrotto e sottomesso al vuoto, si fanno servi delle sette illudendo di trattare di cultura? Quella creata ad arte per mera raccolta fondi ad avallo di clientele e profuso inganno inventando serate a temi di educazione civica, salute, valorizzazione donne, tutte pagliacciate gestite da imbecilli? Per non dire dell'alimento di portali web, pura carta straccia a busta paga malaffare, che si occupano di veicolare il falso. E da contorno chi troviamo? La falsa fede emotiva, supportata da sacre vesti sporcate da inganno, immoralità, inconsistenza produttiva. Le sette dei solidali, associazioni che pur di avere contributi appoggiano tranquillamente belzebù. 

Occorre scatenare gli strali dei cieli, liberarsi da paure, occorrono idee, persone pulite con capacità di pensiero, che sappiano instillare il dato spirituale all'agire politico, civile, piuttosto che persone di servizio non ai territori, ma al malaffare. Occorre reagire per avere cura delle proprie radici rese sudice da impunità. Credo sia urgente identificare il verum con il factum, al fine di poter avere conoscenza vera solo di ciò che è fatto chiaramente, in trasparenza. Occorre un fuoco di verità che riaccenda l’anima, la speranza, il valore della dignità per una Calabria pulita. E, con Nietzsche: Le grandi cose ai grandi, gli abissi ai profondi, le finezze ai sottili, e le rarità ai rari!


Maria Francesca Carnea
Sociologia e Spiritualità della comunicazione politica
Pontificio Ateneo Sant’Anselmo - Roma



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