domenica 29 maggio 2016

Lauda Sion Salvatorem testo colmo di dottrina e di penetrante abilità letteraria



Il Lauda Sion Salvatorem costituisce l'entusiasmante preghiera della tradizione cristiana cattolica: in essa viene enunciato il dogma della transustanziazione, e spiegata la presenza completa e reale di Cristo in ogni specie. Tommaso d'Aquino la compose nel 1264, su richiesta di Papa Urbano IV che stabilì la festa del Corpus Domini per tutta la Chiesa. La festa fu istituita l’8 settembre 1264 con la Bolla Transiturus de hoc mundo, in seguito al miracolo eucaristico di Bolsena.

sabato 14 maggio 2016

Testimoni di speranza, artigiani di unità: agenti essenziali per l’azione politica


Permane salda l’utopia, nel cuore mio pensante: se si nasce, è alla vita, e allora, come monito, si crede con fermezza che la meta sia il bene, l’umano sentire, il bonum facere. La fede si incontra con l'uomo in un terreno molto privilegiato: la cultura. Cultura, da còlere, significa coltivare, e coltivare è il dato massimo della sensibilità, implica un’azione contemplata, di cura, di comprensione, di penetrazione dell’anima. Cultura è sensibilità prima di ogni cosa, è sensibilità! E, se "La politica è una maniera esigente di vivere l’impegno al servizio degli altri", (Paolo VI, Octogesima  adveniens, n. 46), come anche il valorizzare l'umano, non può prescindere da un atto di fede. E la fede, consolida, integra e illumina il patrimonio di verità che la ragione umana acquisisce.

giovedì 5 maggio 2016

L’autoritarismo soffoca l’azione politica e avversa la libertà

È cominciata, e da un pò, una guerra aspra e spietata. È quella della riforma costituzionale, a colpi di ghigliottina, noncuranti, i proponenti, della volontà del Popolo. Credo, tuttavia, che una riforma debba, innanzi tutto, essere culturale e morale, e per questo occorre serietà e intensità al lavoro, attenzione alla verità sociale, ai bisogni reali del Paese, piuttosto che agli interessi dei servitori. La Politica, quella non dei nani ma dei giganti, seria e lungimirante, nobilita l’uomo, lo deve attrarre perché è a suo servizio, e non è un mestiere fare il politico, è dedizione, passione per il bene comune, per il prossimo. 

domenica 1 maggio 2016

Mitezza innovativa nella politica: sogno incandescente


L’umanità sta assistendo a scenari apocalittici, comprovati da un’evidente, inquietante crisi della classe politica. Nell'espressione di S. Agostino “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio, lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”, ecco che il coraggio incoraggia ed esorta a conoscere, poiché la costante condotta dell’azione, prodotta dai sedicenti ‘moderati’, ha generato danni e confusione. Come si è potuti arrivare a tanta indifferenza? Bisogna porsi domande, bisogna sapere chi si è per determinare cosa si potrà fare: se il venditore di chiacchiere o l’ispiratore di sogni; se il costruttore di dialogo o il distruttore di talenti; se il Contadino o il verme che distrugge il seminato. È la Persona al centro del servizio della politica, con il desiderio di edificarne talenti e virtù? Che tipo di umanità politica siamo?

martedì 19 aprile 2016

Eclissare il lume d’intelletto in politica rende esanime l’umanità


Sembra essere sempre più chiaro lo spirito dominante dell'attualità sociale, politica, economica: il libero arbitrio è una potenza passiva, mosso ineluttabilmente dall'oggetto dell'appetito concupiscibile dell'avidità. La quieta ignoranza si ostina a non tener conto dell'intelletto che, invece, tende naturalmente all'esercizio attivo e propositivo delle virtù, e alla comprensione della verità. Nell'intelletto sta la radice della volontà e della libera scelta, ma tutto, nella società, sembra votato allo svuotamento, quand'anche oscuramento del bene preminente: la luce dell'intelletto che ha, come suo oggetto specifico, la conoscenza dell'essenza delle cose.

lunedì 18 aprile 2016

A Caterina da Siena, Apostola di Verità e d’Amore, nel 150° Anniversario di proclamazione a Compatrona di Roma


In Roma, il 13 aprile u.s., si sono svolti i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’elezione di S. Caterina da Siena a Compatrona di Roma. Fu Papa Pio IX, il 13 Aprile 1866, con lettera apostolica Quamvis Urbs Roma, a proclamare Caterina da Siena Compatrona di Roma, essendone già i SS. Apostoli Pietro e Paolo i Patroni ufficiali. Il 150° Anniversario è stato commemorato con S. Messa presieduta da Fr. Antonio Cocolicchio, O. P., Assistente del Gruppo dei Caterinati Romani, celebrata presso la Cappella del Transito di S. Caterina, in Piazza Santa Chiara 14 e, successivamente, con omaggio floreale alla Tomba di S. Caterina, nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva. Numerosa è stata la presenza di Associazioni Laicali vicine alla spiritualità e alla figura della Santa mantellata.

mercoledì 30 marzo 2016

La falsa religione mistifica l’edificazione umana


La crisi morale, economica, sociale nel mondo, è una crisi meta-fisica e meta-etica. Affonda le sue radici in uno sviamento filosofico, nella faziosità delle scienze, nella perdita del senso dell'umanità. Urge una rinascita allo spirito della filosofia, attraverso l’audacia della ragione capace di superare definitivamente il dato dell'uomo errante. È come se la società contemporanea, meglio, coloro che dettano gli usi, i costumi, le dilaganti mode dell’egocentrismo e dell’edonismo tout court, a iniziare dai professionisti della politica, abbiano fatto a gara per far sì che le realtà umane, il popolo, si perdesse nel relativismo assoluto, nell'insana ed esecrabile intenzione di far loro smarrire la strada del Noi sociale.

venerdì 25 marzo 2016

Io mendicante di Te

Crocifisso, Aula Capitolare,
Convento di San Sisto, Roma

La coscienza della figliolanza divina costituisce il punto centrale, essenziale dell’originalità cristiana. Ogni coscienza umana, nella riverenza del Figlio, è chiamata a porsi in assoluta esclusività di fronte all'Infinito, a mantenersi ferma con la sola forza del suo io cosciente, per raggiungere il riscatto da ogni effimera costrizione, e vivere la libertà dei figli di Dio. 

Nel mondo giacente, il Figlio ha introdotto il movimento, il dinamismo, la via che si apre alla coscienza di essere figli. Le parole: «Chi vede me vede il Padre», sono un invito ad assumere, decisamente e coscientemente, la statura di figli di Dio, a valicare il confine che separa la morale di soggezione dall'etica di emancipazione, che rende inutili tutti i legami terreni.