
Femminilità
e mascolinità sono tra loro complementari non
solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del ‘maschile’ e del ‘femminile’
che l’umano si realizza appieno. Scrive Tommaso d’Aquino: Il mondo sarebbe imperfetto senza la
presenza della donna (Iª q. 92 a. 1 ad 3). Nel divenire sociale, la
tradizione del ‘femminile’, assume forme e caratteristiche diverse, anche
contrastanti nell'arco dei secoli, e più sostrati si sono ramificati. Per
l’Aquinate, la diversità dei sessi
rientra nella perfezione della natura umana
(S. Th., I, 99, 2, ad 1), e la
donna avrebbe, tra l'altro, precipuo compito: la 'generazione',
cosa che nessun uomo (maschio) può fare. Nella quaestio 93, art. 4, precisa che: sia nell'uomo sia nella donna si trova l’immagine di Dio quanto a ciò in
cui principalmente consiste la sostanza dell’immagine, cioè quanto alla natura
intellettiva. Per giungere alla
definizione: donna è l’armonico che completa la disarmonia, cioè l’uomo (maschio).