giovedì 5 maggio 2016

L’autoritarismo soffoca l’azione politica e avversa la libertà

È cominciata, e da un pò, una guerra aspra e spietata. È quella della riforma costituzionale, a colpi di ghigliottina, noncuranti, i proponenti, della volontà del Popolo. Credo, tuttavia, che una riforma debba, innanzi tutto, essere culturale e morale, e per questo occorre serietà e intensità al lavoro, attenzione alla verità sociale, ai bisogni reali del Paese, piuttosto che agli interessi dei servitori. La Politica, quella non dei nani ma dei giganti, seria e lungimirante, nobilita l’uomo, lo deve attrarre perché è a suo servizio, e non è un mestiere fare il politico, è dedizione, passione per il bene comune, per il prossimo. 

domenica 1 maggio 2016

Mitezza innovativa nella politica: sogno incandescente


L’umanità sta assistendo a scenari apocalittici, comprovati da un’evidente, inquietante crisi della classe politica. Nell'espressione di S. Agostino “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio, lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle”, ecco che il coraggio incoraggia ed esorta a conoscere, poiché la costante condotta dell’azione, prodotta dai sedicenti ‘moderati’, ha generato danni e confusione. Come si è potuti arrivare a tanta indifferenza? Bisogna porsi domande, bisogna sapere chi si è per determinare cosa si potrà fare: se il venditore di chiacchiere o l’ispiratore di sogni; se il costruttore di dialogo o il distruttore di talenti; se il Contadino o il verme che distrugge il seminato. È la Persona al centro del servizio della politica, con il desiderio di edificarne talenti e virtù? Che tipo di umanità politica siamo?

martedì 19 aprile 2016

Eclissare il lume d’intelletto in politica rende esanime l’umanità


Sembra essere sempre più chiaro lo spirito dominante dell'attualità sociale, politica, economica: il libero arbitrio è una potenza passiva, mosso ineluttabilmente dall'oggetto dell'appetito concupiscibile dell'avidità. La quieta ignoranza si ostina a non tener conto dell'intelletto che, invece, tende naturalmente all'esercizio attivo e propositivo delle virtù, e alla comprensione della verità. Nell'intelletto sta la radice della volontà e della libera scelta, ma tutto, nella società, sembra votato allo svuotamento, quand'anche oscuramento del bene preminente: la luce dell'intelletto che ha, come suo oggetto specifico, la conoscenza dell'essenza delle cose.

lunedì 18 aprile 2016

A Caterina da Siena, Apostola di Verità e d’Amore, nel 150° Anniversario di proclamazione a Compatrona di Roma


In Roma, il 13 aprile u.s., si sono svolti i festeggiamenti per il 150° Anniversario dell’elezione di S. Caterina da Siena a Compatrona di Roma. Fu Papa Pio IX, il 13 Aprile 1866, con lettera apostolica Quamvis Urbs Roma, a proclamare Caterina da Siena Compatrona di Roma, essendone già i SS. Apostoli Pietro e Paolo i Patroni ufficiali. Il 150° Anniversario è stato commemorato con S. Messa presieduta da Fr. Antonio Cocolicchio, O. P., Assistente del Gruppo dei Caterinati Romani, celebrata presso la Cappella del Transito di S. Caterina, in Piazza Santa Chiara 14 e, successivamente, con omaggio floreale alla Tomba di S. Caterina, nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva. Numerosa è stata la presenza di Associazioni Laicali vicine alla spiritualità e alla figura della Santa mantellata.

mercoledì 30 marzo 2016

La falsa religione mistifica l’edificazione umana


La crisi morale, economica, sociale nel mondo, è una crisi meta-fisica e meta-etica. Affonda le sue radici in uno sviamento filosofico, nella faziosità delle scienze, nella perdita del senso dell'umanità. Urge una rinascita allo spirito della filosofia, attraverso l’audacia della ragione capace di superare definitivamente il dato dell'uomo errante. È come se la società contemporanea, meglio, coloro che dettano gli usi, i costumi, le dilaganti mode dell’egocentrismo e dell’edonismo tout court, a iniziare dai professionisti della politica, abbiano fatto a gara per far sì che le realtà umane, il popolo, si perdesse nel relativismo assoluto, nell'insana ed esecrabile intenzione di far loro smarrire la strada del Noi sociale.

venerdì 25 marzo 2016

Io mendicante di Te

Crocifisso, Aula Capitolare,
Convento di San Sisto, Roma

La coscienza della figliolanza divina costituisce il punto centrale, essenziale dell’originalità cristiana. Ogni coscienza umana, nella riverenza del Figlio, è chiamata a porsi in assoluta esclusività di fronte all'Infinito, a mantenersi ferma con la sola forza del suo io cosciente, per raggiungere il riscatto da ogni effimera costrizione, e vivere la libertà dei figli di Dio. 

Nel mondo giacente, il Figlio ha introdotto il movimento, il dinamismo, la via che si apre alla coscienza di essere figli. Le parole: «Chi vede me vede il Padre», sono un invito ad assumere, decisamente e coscientemente, la statura di figli di Dio, a valicare il confine che separa la morale di soggezione dall'etica di emancipazione, che rende inutili tutti i legami terreni.

mercoledì 23 marzo 2016

Il fallimento di una politica ciarliera


Come la personalità umana è sempre la risultante di un progetto e di cure assidue, così una conquista di civiltà è il frutto delle energie più sane della società, che hanno la capacità di lottare per tradurre un ideale dal piano delle enunciazioni teoriche a quella della realtà vissuta. Ecco che all'educazione del singolo fa riscontro quella del corpo sociale, nel quale ognuno di noi è inserito: non si può migliorare l’umanità se non attraverso la formazione dell’individualità. Occorre, pertanto, formare l’uomo se si vuole una società che sia a misura d’uomo e che non corra il rischio di essere travolta dall'irrazionalità ingannatrice dei ciarlieri, avrebbe detto Caterina da Siena.

mercoledì 2 marzo 2016

La verità: conformità dell’intelletto alla realtà


La conoscenza è azione dell’anima che permette alla persona umana di tendere verso la realtà. L'uomo, tuttavia, non è solo attratto dalla verità delle cose, ma anche dalla loro bontà: non solo può conoscere la realtà ma anche amarla e, intenzionalmente, unirsi ad essa. Di fronte alla bontà e al compimento delle cose, la persona umana prova un'inclinazione, un appetito. L'appetito, cioè l'inclinazione che si prova verso qualsiasi tipo di bene, è la forma più universale dell’amore. Oggetto proprio dell'amore è il bene e, con Tommaso d’Aquino: “L'amore comporta una connaturalità o compiacenza dell'amante rispetto all'amato e, per ciascun essere, è bene quanto a esso è connaturale o proporzionato” (S. Th., I-II, 27,1).