È possibile far convivere nella stessa
anima una ardente passione e una distaccata oculatezza? La politica si fa con la
testa, tuttavia la dedizione a essa, se non deve essere un puerile intrattenimento
di interesse personale, piuttosto un agire umanamente autentico, può scaturire e
essere alimentata unicamente dalla passione, che nulla ha a che vedere con l’autocelebrazione.
L’appassionato è in sé cultore di gratuità. Nondimeno, il fermo controllo
dell’anima, che caratterizza l’uomo politico ‘ap-passionato’, e lo distingue
dal politico velleitario che si dimena in modo vano, è possibile solo attraverso
l’abitudine a una distaccata oculatezza. Questo perché, la dedizione politica implica
il dominio quotidiano di un nemico assai insidioso: la boria.
- Home
- Chi Sono
- Pubblicazioni
- Esperienze Professionali
- Mission
- La nudità dell’essere e la forza della speranza
- Intervista su San Nicodemo da Sikròs
- Cristo Patiens, la bellezza che riemerge dal tempo
- Sulla Comunicazione Sociale
- Luigi Lilio non era calabrese, un saggio riapre la spinosa questione
- ComunicativaViva - YouTube
- Contatti
domenica 15 gennaio 2017
lunedì 12 dicembre 2016
L’irrazionale che rifugge il buon senso
Diversi sono gli aspetti della politica e dei politici da migliorare, requisito però da non assecondare, è l'irrazionalità e l'immaturità. Urge riportare luce all'intelletto nella società civile, affinché si giunga alla comprensione del bene comune dell'Italia tutta?, o l'ambizione, fine ultimo, è proprio la confusione?, rendere sempre più la politica giogo di populismi e demagogie inconcludenti? Cosa significa votare subito? Il subito sta per ‘domani’?, e anche, e nonostante, una legge elettorale sbilanciata? Ma di cosa si parla in una repubblica democratica in cui sconvolge sempre più l’assoluta noncuranza di regole? Troppo semplice fare demagogia! È ancora al primo posto l’interesse del Paese? C’è una idea di progresso sociale concreto nei piani della propaganda populista? Senza regole e rispetto delle stesse non si è più in una repubblica democratica!
venerdì 9 dicembre 2016
Il divino immanente nella natura umana è guida etica per il politico
È per il cattivo timoniere
che vediamo la nave perire. “Si pensi a una nave, il cui capitano è più grande
e più forte di tutti i marinai, ma - pur non essendo cattivo - è di vista corta,
un pò sordo e inesperto di cose nautiche. I membri della ciurma stanno a
litigare fra loro, contendendosi il timone, pur essendo anch'essi inesperti di
marineria; anzi, affermando che quest’arte non è insegnabile, fanno continue
pressioni sul comandante per ottenere il timone. Se non riescono a ottenerlo
con le preghiere, ammazzano o buttano fuori bordo i concorrenti, o drogano il
capitano. E esaltano chi li aiuta in queste loro intraprese trattandolo come un
esperto, anche perché, pur essendo privi di techne e di pratica, pensano che l’arte del
pilota si acquisisca semplicemente prendendo il governo della nave. Il pilota
competente, il quale sa che ci si deve preoccupare dell’anno
e delle stagioni, del cielo e degli astri, viene trattato come un inutile
chiacchierone con la testa fra le nuvole”. (Platone, La Repubblica, L. VI, 488a).
lunedì 28 novembre 2016
Contro ogni autocrazia dico NO!
Nel
tempo antico a condurre il 'regno' era la virtù, erano uomini moralmente
affidabili e liberi quelli ai quali si rimettevano le sorti della patria. Chi
governa deve essere uno specchio di virtù e, affinché non manchi di suscitare
simpatia a Dio il nostro agire, la rettitudine deve essere resa credibile da
una cultura che la illumina e la conduce. Diversamente, viviamo l'oggi spento,
orfano di spirito e sapienza, l'oggi che non convince. E non è solo la terra a
tremare, vacilla l'animo umano che affranto cerca risposte che, sa bene, non
potranno giungere dall'inconsistenza partitocratica resa esanime per
superficialità, accidia, pusillanimità. Tuttavia, ogni persona è abitata
dall'Immenso ed è capace di trovare e trarre dall'Immenso il senso della
propria esistenza, edificandosi: solo la cultura che illumina, conduce e dona
vita sana.
mercoledì 12 ottobre 2016
Frastuono referendario sulla Carta Costituzionale
In
virtù del grande frastuono referendario mi chiedo e chiedo: ma la Carta Costituzionale
non è elemento sostanziale di uno Stato? Non dovrebbe essere guida e sostegno
di unità nazionale e rappresentarne l’ancora identitaria? Non dovrebbe
determinare intesa, unanimità, equità di trattamento, lungimirante veduta
nazionale? Non dovrebbe essere l’elaborato composto di una rappresentanza
politica eletta, piuttosto che la redazione parziale, da parte di non eletti, per
attrattive che non si capisce verso quale orizzonte dirigono?
domenica 9 ottobre 2016
Si desti la ragione!
Nel coltivare l’ambizione/delirio di
altri si diventa ebeti, incapaci di essere se stessi, insani portatori di
volontà non propria, di un apocrifo pensiero. Tommaso
d’Aquino ci ricorda che: È naturale
all'uomo elevarsi alla realtà intellegibile attraverso le cose sensibili,
perché ogni nostra conoscenza ha inizio dai sensi. L’intelligenza
scopre meandri e, indisponibile, determina autenticità, mai lascia o si lascia
irretire da riverbero d’altri: la libertà, nel suo essere portento immenso di intelligente
autonomia, non può abdicare all'assuefazione del pensiero subordinato. Chi avalla
ciò è labile di concetto, si rende forte
di irragionevolezza di gruppo, manifestando piena incapacità d’azione. Di
contro, l’intelletto agente è il solo in grado di rendere stile e verità a un fare
incondizionato.
giovedì 6 ottobre 2016
Edificati Umanità
Quando
l'Immenso ti alberga non puoi non sentirlo
…prenditi
il tuo tempo per vivere la tua consistenza
senza
la tua bellezza non doni vita alla vita
senza
l'armonia della tua interiorità
non
fecondi alcuna forma di bene.
Eppure
infinite sono le forme di bene che puoi operare
sabato 20 agosto 2016
L'evanescenza di certa politica fantasiosa
Dio volle
comandare a uomini liberi, scriveva Erasmo da Rotterdam, ed è il credo
cui ancora voglio dare fiducia, anelando una presa di posizione di uomini
veramente liberi, veramente forti nella passione,nell'ispirazione valoriale
di fare il bene comune. E, venendo alle argomentazioni correnti riguardo l'uso del burkini e la legalizzazione droghe, mi sembra che stiamo precipitando in una assurda
digressione sociale che ambisce, sempre più, a essere “legalizzata”.
Iscriviti a:
Post (Atom)







