Papa Gregorio IX lo proclama Santo il 30 maggio 1232. Nel 1946, Papa Pio XII proclamerà S. Antonio, Dottore della Chiesa con il titolo di Doctor evangelicus.
S. Antonio sempre pronto a prendere le difese dei più deboli, anche a rischio della propria vita, lottò contro la spregevole pratica dell’usura. Trattava con severità quelli che chiamava "cani muti", cioè i potenti che anziché proteggere le popolazioni, se ne disinteressavano per inseguire il proprio interesse economico.
Secondo l'insegnamento di S. Antonio, la vita di ogni cristiano doveva modellarsi sulla legge trinitaria dell’amore. Per s. Antonio, due cose, l’amore di Dio e del prossimo, fanno perfetto l’essere umano.
Cirò (KR) ha antica devozione verso S. Antonio di Padova e lo volle come suo Santo Patrono e Protettore.
Dall’Archivio di Stato di Catanzaro, nel protocollo del notaio Blefari Giovan Domenico relativo all’anno 1665, f. 327, risulta che l’Università del Cirò il 13 settembre 1663, in pubblico e general parlamento, elesse S. Antonio di Padova suo Protettore, cioè fu concluso in detto pubblico parlamento che si debba ricevere il detto miracoloso s. to Ant.o per Protettore di detta Patria del Cirò, e suoi cittadini, et habitanti, con obligo di sollennizzare la festa ogni anno à 13 di Giugno nella Chiesa dé Patri Con.li (Conventuali) di detta terra, cioè nella Chiesa del Convento di S. Francesco d’Assisi.
Il Patronato di S. Antonio è attestato da un decreto del 13 febbraio 1666 con il quale s. Antonio di Padova è stato confermato Compatrono di Cirò: "Sacra Rituum Congregatio censuit contare de validate elettrone Sancti Antonii de Padua in patronum seu protectorem terra Cyri factam per homines dictae Terrae, ac de omnibus aliis requisiti necessariis ad illam, sine tamen praeiuudicio principalis patronatus Sancti Francisci de Paula" (ACCS, Decreta 1665-1666, f. 7v).
È bene ricordare che Cirò, unitamente a S. ANTONIO di PADOVA, si pregia di altri due Santi Patroni e Protettori:
• S. FRANCESCO da PAOLA, dall’Archivio di Stato di Catanzaro, nel protocollo del notaio Nasca Filippo, che comprende gli anni dal 1630 al 1634, e precisamente nell’atto al foglio 567, datato 6 giugno 1634, redatto a Cirò nel convento di S. Francesco di Paola, si legge: Li giorni passati (cioè il 1° maggio 1634) fu proposto e concluso in pp. co (pubblico) parlamento che se ricevesse e se prendesse per Patrono e Protettore di detta t.ra (terra) il glorioso San Francesco de Paola.
• S. NICODEMO da SIKRÒS, dall’Archivio di Stato di Catanzaro, atto del notaio Giuseppe Fortuna del 14 gennaio 1696, presso l’Archivio di Stato di Catanzaro, da fogli 1-2v del relativo protocollo. D. Carlo Francesco Spinelli, Principe di Tarsia e Marchese di Cirò, avanti al notaio, al regio giudice e ai testimoni, presenta una reliquia, cioè una mascella con due molari del Corpo di S. Nicodemo. Il Vicario Diocesano, visti gli attestati sull’autenticità della reliquia prelevata dal Corpo di S. Nicodemo e sulla venerazione verso tale Santo, in data 14 gennaio 1696, dal palazzo vescovile di Cirò, concede il suo beneplacito e la proclamazione di S. Nicodemo a Patrono e Protettore di Cirò.
> Di S. NICODEMO, come ho ricordato nei miei libri, è necessario tenere ben distinti il culto del santo dalle leggende, surclassando ogni folklore con cui si cerca di sedare verità storica. Dalla fonte ufficiale, il bios del Santo Nicodemo, conosciamo il luogo di nascita: Sikròs - che non è Cirò, dove non è mai stato - e in cui non esiste una casa natale. Il bios riporta il giorno della morte del Santo, 12 marzo all’età di 70 anni, mentre non fa alcuna menzione del giorno di nascita, giorno che, dunque, non può essere inventato. La festa liturgica di S. Nicodemo è disposta al 12 Marzo. Studi compositi hanno acclarato anno di nascita il 940, anno di morte il 1012.
Nella solennità di S. ANTONIO ricordo con gratitudine, e porgo un caro augurio alla CONGREGAZIONE delle RELIGIOSE FRANCESCANE di SANT’ANTONIO, fondata dalla Venerabile Madre Miradio della Provvidenza. La Congregazione, con le sue Rev.de Suore, è stata presente, e in feconda attività a Cirò come Istituto Assistenziale dal 1938. Si trattò di una grande impresa caritatevole, grondante di operosa spiritualità, di cui si rese artefice e a cui si dedicò la Nobildonna TERESA SICILIANI POMETTI, facendo alla Congregazione delle Suore donazione del palazzo Pometti, sede dell’Istituto stesso. Rimane fervido il mio auspicio: possa S. Antonio intercedere presso Nostro Signore affinché, nel tempo, riporti le Suore Francescane di Sant’Antonio a Cirò, presenza spirituale arricchente per tutta la Comunità.
Sant’Antonio di Padova, testimone esemplare di fede, ha saputo edificare umanità sollecitando all’inquietudine dell’animo, accendendo cuori e coscienze al Bene della Verità.
"Ecce Crucem Domini.
Fugite partes adversae.
Vicit Leo de tribu Juda.
Radix David. Alleluja". (S. ANTONIO)
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SANTITÀ E PROCEDURE DI CANONIZZAZIONE

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