La dottrina politica dell’Aquinate si presenta, in rapporto ai due estremi dell’individualismo e del collettivismo, come una soluzione intermedia che consente di preservare, simultaneamente, i diritti fondamentali, la libertà della persona e le peculiarità autonome dello Stato e delle altre strutture di potere. Di contro, viene alimentato un senso ormai inaccettabile di confusione. Ognuno dice la sua credendo e facendo credere che è quella la verità da perseguire, che si deve operare in una direzione anziché in un’altra, che si devono fare, noi cittadini, ingenti sacrifici per far stare ‘loro’ bene e più comodi nelle poltrone che occupano e tanto caro è quest’affetto, questo attaccamento, che ci fanno essere certi che il loro agire, ora critico, ora d’intesa, è per il bene comune del nostro Paese.
Il silenzio, che urla ancora di più, non viene considerato e la negazione dell’io penso, persevera ai danni di una comunità che non trova sbocchi di ripresa. C’è un’assenza seria, grave, che diviene allarmante e pericolosa: l’assenza del senso di epicheia, del senso dell’etica, l’assenza del senso di ciò che è Ordine Morale di ogni Coscienza Cosciente. Si può andare oltre ciò solo quando si è trovato, nel nostro caso ritrovato, il senso vero di questa base. Mancando una regola, manca ogni ordine, l’etica professionale, e si ritorna alla confusione dei pregiudizi, certezze arbitrarie, ostinazione, egoismo e, dulcis in fundo, arroganza dell’ignoranza.
La crescita e lo sviluppo di un Paese è nella conoscenza, nel confronto, nella confutazione, nelle necessità oggettive del malessere e del benessere comune. Ignorare tutto ciò è ignorare se stessi e, soprattutto, la propria storia, e un popolo senza storia è un popolo senza identità. Diversi i precursori da cui trarre esempio: G. B. Vico, la cui opera non può essere messa nel dimenticatoio, G. La Pira, la cui ispirazione ha saputo far dialogare mondi diversi, così come B. Croce, del cui pensiero liberale se ne dovrebbe rispolverare l’essenza.
Si deve puntare ad una rinnovata e ritrovata vocazione per una sana volontà politica, al fine di essere presenti al bene comune come Ordine Morale di ogni Coscienza Cosciente poichè, con Giordano Bruno, la libertà di pensiero è più forte della tracotanza del potere.
👉 M. F. Carnea, NUDITÀ DELL'ESSERE, 2018
👉 M. F. Carnea, DISTINTA E DISTANTE, 2025
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