lunedì 5 novembre 2012

Esortazione alla responsabilità per il bene del prossimo




S. Agostino commenta i versetti 4-12 del capitolo 4 dell’epistola di Giovanni in cui si afferma che Dio è amore: nel consegnare Gesù al sacrificio della croce, Dio ha rivelato ciò che Egli è: Amore. Paradossalmente, pensandoci, anche Giuda, ha consegnato Gesù alla morte, tuttavia il suo fu un gesto dinfedeltà. È stato allora Dio infedele a suo Figlio? No, reagisce Agostino!

Lo stesso atto cambia di valore a seconda dell’intenzione con cui viene compiuto: nel caso di Dio, si tratta di amore, nel caso di Giuda di infedeltà. Di conseguenza anche noi, singolarmente, collettivamente, dobbiamo porre alla base del nostro agire anzitutto l’amore per il prossimo e, in questo  modo, redarguire sarà un atto d’amore, mentre, al contrario, essere gentili - senza amore - potrebbe essere solo un comportamento interessato. Ecco allora l’invito: “Ama e fa’ ciò che vuoi” che non è esaltazione del cuore, inno alla libertà d’arbitrio, bensì esortazione alla responsabilità per il bene del prossimo.

Dall’Omelia 7 di s. Agostino:

[...] Colui che sta in voi è più grande di colui che è nel mondo (1 Gv 4, 4). Perché costoro non attribuissero alle proprie forze la vittoria, e non venissero vinti dall’arroganza che è frutto di superbia (il diavolo vince chi riesce a rendere superbo) ma conservassero, secondo il suo volere, l’umiltà, che cosa dice loro? Lo avete vinto. Chiunque sente dire: avete vinto, alza la testa, si pavoneggia, e vuole essere lodato. Ma non esaltarti, considerando invece chi in te ha vinto. Perché hai vinto? Perché colui che sta in voi è più grande di colui che è nel mondo. Sii umile, porta il Signore Dio tuo, sii la cavalcatura di colui che ti monta. È un bene per te che lui ti diriga e lui stesso guidi il cammino. Se non avessi lui seduto in sella, potresti alzare la testa, potresti dar calci: ma guai a te, che resteresti senza un reggitore; perché questa libertà ti conduce alle belve per essere da loro divorato.

[...] Chi ama il mondo e trascura la carità nega che Gesù sia venuto nella carne. Che forse il Signore ha agito così nella carne? Quando era schiaffeggiato, volle forse vendicarsi? Quando pendeva dalla croce, non disse forse: Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno (Lc 23, 34). Se lui, che ne aveva il potere, non minacciava, perché mai tu minacci, perché avvampi d’ira tu che sei sottoposto all’autorità altrui? [...] Noi veniamo da Dio. Qual è la ragione? Vedete se c’è altra ragione che non sia la carità. Noi veniamo da Dio. Chi conosce Dio, ci ascolta: chi non è da Dio, non ci ascolta. Questo è il segno che ci fa riconoscere lo spirito di verità e lo spirito dell’errore (1 Gv 4, 6). Chi ci ascolta ha lo spirito di verità; chi non ci ascolta ha lo spirito di errore.

[...]  L’amore proviene da Dio, e l’amore è Dio? Dio è Padre e Figlio e Spirito Santo: il Figlio è Dio da Dio e lo Spirito Santo è Dio da Dio; questi tre sono un solo Dio, non tre dèi. Se il Figlio è Dio, se lo Spirito Santo è Dio e se ad amare è solo colui nel quale abita lo Spirito Santo, allora veramente l’amore è Dio; Dio, però, perché procede da Dio. L’amore proviene da Dio e l’amore è Dio. La Scrittura solo del Padre non afferma che viene da Dio. Quando ti incontri nelle parole da Dio, o si intende parlare del Figlio o dello Spirito Santo. Dice l’apostolo Paolo: L’amore di Dio è diffuso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato (Rm 5, 5), e da qui comprendiamo che è lo Spirito Santo l’amore. È esso, infatti, quello Spirito Santo, che i cattivi non possono ricevere; è esso la fonte di cui la Scrittura dice: Abbi una sorgente d’acqua in tua esclusiva proprietà e nessun estraneo la usi con te (Prov. 5, 16-17).

[...]  Molte cose, infatti, possono avvenire che hanno una apparenza buona ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno, per instaurare una disciplina, sotto il comando della carità. Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, parla per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore, poiché da questa radice non può procedere se non il bene.




Video: Canale Veritasperle 
 Foto: Caravaggio, Lestasi di San Francesco 


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