Quaestio: è coerente la politica attuale al suo fine? È spiacevole non trovare riscontro pratico riguardo il fine alto della politica: l’essere al servizio della gente. Di fatto, la politica, sembra assolutamente votata ad una autoreferenzialità, perdutasi nella centralità di un potere da gestire per propria sussistenza, del tutto slegata e distante dalla gente.
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domenica 29 ottobre 2017
martedì 10 ottobre 2017
La politica non coincide con il potere
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In una sorta di ascesi, che ha poco di
mistico, ma tanto di catartico, la politica, orfana del dato spirituale, che
nobilita la sua essenza e l’agire, si è progressivamente depressa indirizzandosi
in una dimensione dove il vero e il costruttivo sono dimessi oltre che negati. Ci ricorda Hannah Arendt che “nessuno
ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto
cattivi l’una con l’altra”. L’evidenza sociale non lascia incertezze, ma è
importante anche, a volte, cercare e trovare quel quid, il senso dell’opportuno, che porti in qualche modo a essere
realisti oltre che capaci di ragionevolezza.
venerdì 29 settembre 2017
Chiedesi passione e etica in politica
L’attuale contesto socio politico, che sembra
aver abdicato dal suo fine naturale, alza i toni piuttosto che le parole, donandosi
al vano disquisire, all'irrazionalità e pare, sempre più, essersi asservito
alla tiepidezza. E non finirò mai di ripetermi: la politica emotiva non è politica, l’emotività non è il soggetto della
politica, soggetto della politica è l’intelletto speculativo che
induce all'azione responsabile, capace sicuramente di emozionare,
toccare profondamente l’anima, ma nell'esercizio pratico della
“carità intellettuale”, che pone al centro della sua azione la Persona. Il consolidamento e l’arricchimento delle
relazioni e delle comunicazioni tra gli individui, non solo comporta una sorta
di entità sociale superiore, provvista di maggiore potere rispetto agli enti individuali, ma conferisce ad ogni singola
persona una maggiore potenza di agire, di pensare, di conoscere. Ne consegue
una migliore autonomia e libertà per ognuno.
mercoledì 9 agosto 2017
Politica e spiritualità: il rischio di un bene sociale
La
politica, impegno civile nel mondo, nonché espressione più alta della carità, con
la spiritualità, cura dell’aspetto interiore del sentire umano, costituiscono
quella dimensione che, incontrandosi, rischiano di fare bene sociale. Certo
unire
i concetti di politica e spiritualità sembrerebbe un azzardo, tanto più oggi,
in cui la politica non si mostra incline ad assumere in sé il tema della
spiritualità, anche se più svariati voci, associazioni cattoliche, politici
navigati e dell’ultima ora, ne evocano, ma solo a parole, il bisogno. Paradossalmente,
infatti, di questo dire, intendere, evocare, non si ritrova traccia nei
comportamenti quotidiani, nelle sfera dell’azione politica.
domenica 9 luglio 2017
Sociologia e Spiritualità della Comunicazione Politica
È fruibile il corso E-learning - Anselmianum:
SOCIOLOGIA
e SPIRITUALITÀ della COMUNICAZIONE POLITICA
Il Corso si propone di analizzare e comprendere le caratteristiche e le
trasformazioni del potere politico e dei suoi rapporti con la società,
considera gli effetti sociali della comunicazione, i tratti e le peculiarità
del flusso comunicativo, dal mezzo - nuovi media - al singolo, ai diversi
gruppi sociali.
Docente: Maria Francesca Carnea
lunedì 3 luglio 2017
Gender: prerogativa di impegno in Calabria
“Disposizioni contro le discriminazioni generate dall’identità di
genere e dall’orientamento sessuale”, n. 251/2017, questo è il
titolo della proposta di legge regionale presentata dall’on. Giuseppe Giudiceandrea
presso il Consiglio Regionale della Calabria il 22 giugno u.s. Nel caso di
approvazione la Calabria conquisterebbe il primato di Regione d’Italia ad avere
un piano programmatico per la diffusione e l’imposizione della scuola gender. E non senza costi, soldi pubblici, per dare
forza a organizzazioni che hanno di mira un’azione volta a prescrivere una
visione che renda sempre più liquida la nostra identità sessuale.
martedì 27 giugno 2017
Prospettiva di pensiero politico per la società moderna
La cultura
politica moderna è permeata dalla logica della separazione e della parzialità. Il
linguaggio di matrice sofista, non sana i problemi reali, non aiuta a
conoscere, né a capire, tanto meno a riportare la persona al centro
dell’azione della politica e quindi del bene. L’idealismo
assolutizza l’Io, fino ad identificarlo con tutta la realtà; il positivismo,
con le sue presunzioni scientiste, all'opposto, riconduce tutta la realtà
alla sola natura, mentre la metafisica si eclissa. La modernità ha
frantumato l’immagine dell’uomo e, per uscire dalla crisi della modernità,
occorre ancorarsi a un maturo sistema di pensiero organico, da cui trarre
spunto, per ritrovare i fondamenti dell’etica, della politica, dell’educazione,
e che, personalmente identifico nel Tomismo. Dal pensiero dell’Aquinate scaturisce
l’idea della persona umana come entità ontologica, cioè realtà avente valore in
sé, indipendentemente dalla natura, dalla società o dallo stato, che muove la
sua consistenza dal rapporto con l’Assoluto. Di fatto, il recupero della spiritualità
nel fare della politica, è condizione per la ripresa del valore della persona
e, dunque, della rifondazione di un ordine sociale modellato sulla dignità
dell’uomo.
lunedì 19 giugno 2017
Speranza donna: l’armonico che completa la disarmonia
Femminilità
e mascolinità sono tra loro complementari non
solo dal punto di vista fisico e psichico, ma ontologico. È soltanto grazie alla dualità del ‘maschile’ e del ‘femminile’
che l’umano si realizza appieno. Scrive Tommaso d’Aquino: Il mondo sarebbe imperfetto senza la
presenza della donna (Iª q. 92 a. 1 ad 3). Nel divenire sociale, la
tradizione del ‘femminile’, assume forme e caratteristiche diverse, anche
contrastanti nell'arco dei secoli, e più sostrati si sono ramificati. Per
l’Aquinate, la diversità dei sessi
rientra nella perfezione della natura umana
(S. Th., I, 99, 2, ad 1), e la
donna avrebbe, tra l'altro, precipuo compito: la 'generazione',
cosa che nessun uomo (maschio) può fare. Nella quaestio 93, art. 4, precisa che: sia nell'uomo sia nella donna si trova l’immagine di Dio quanto a ciò in
cui principalmente consiste la sostanza dell’immagine, cioè quanto alla natura
intellettiva. Per giungere alla
definizione: donna è l’armonico che completa la disarmonia, cioè l’uomo (maschio).
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