sabato 21 maggio 2016

Intervista ad Anna Caparra (Più Roma): valore aggiunto per le politiche socio-sanitarie


"L’Umanizzazione degli ospedali è la condizione per il miglioramento di vita dell’ammalato". Ne è convinta la Dott.ssa Anna Caparra, candidata al Comune di Roma nella lista "Più Roma - Democratici e Popolari" aderente alla coalizione che sostiene Roberto Giachetti a sindaco.

“Più Roma” è una lista civica, sorta dalla partecipazione di culture politiche di formazione centrista a forte vocazione cattolica. In quale ambito pensa di dare una mano all'amministrazione capitolina?

Interpreto la politica e la democrazia come partecipazione. Mi piace pensare, agire, per qualcuno, soprattutto che ci sia il diretto coinvolgimento di ogni cittadino. Dalla mia esperienza ospedaliera, ho modo di ascoltare le persone ammalate, recepire le difficoltà delle famiglie nel gestire gli ammalati con patologie croniche, non autosufficienti, in particolare i malati di Alzheimer, o i diversamente abili, per questo credo in una Umanizzazione degli ospedali e reputo importante implementare la telemedicina. Solo chi è dentro le problematiche, chi penetra le realtà disagiate degli ammalati può instillare fiducia coinvolgendo e stimolando, rendendo partecipi, poiché l'ammalato deve mantenere la propria dignità nella malattia, e questo implica anche l'appoggio della famiglia. Ecco perché l'amministrazione del territorio, le istituzioni preposte, devono rimanere vigili e propositive, affinché le famiglie non siano lasciate sole. Roma ha bisogno di dare attenzione alle eterogenee fragilità. Attraverso un'assistenza capillare sul territorio, si qualificano e migliorano i servizi mirati alla prevenzione delle malattie, per garantire cure accessibili alle categorie disagiate, in particolare anziani e disabili. E, proprio perché credo nella democrazia partecipata, trovo di grande supporto, per un migliore servizio al cittadino, la capacità di interagire con le Associazioni di Volontariato, un mondo che rientra nell'approccio all' "umanizzazione", supporto e ausilio indispensabile.

Pensa di attuare un rapporto di fiducia con i romani e incoraggiare a una nuova stagione di affidabilità politica per l'amministrazione capitolina? Come?

Credo che la politica sia mero servizio, sono un medico e di questo m'intendo. Mantenere la Persona al centro dell'azione di servizio, in qualunque ambito, soprattutto in quello dell'amministrazione della cosa pubblica, ricambia quello che quotidianamente riceviamo: la fiducia. Ecco, la fiducia è ciò che alimenta la responsabilità politica. E, in questo tempo in cui, troppe volte, la politica si è resa strumento per alimentare interessi privati, tendere al puro servizio, riportare i valori virtuosi nella gestione della cosa pubblica, accrescere una maggiore trasparenza, può solo implementare, arricchire, migliorare le condizioni di vita dell'essere umano. Mettere al centro dell'agire politico la persona, la sua edificazione umana, è approccio di "umanizzazione", e implica l'essere testimoni di affidabilità.

Cose che vorrebbe realizzare?

Garantire il diritto di assistenza, vagliare le opportunità più vantaggiose per l’ammalato, essere accorti sulle fragilità nuove dei tempi reali. Trovo particolarmente valorizzante, per l’ambito socio-sanitario, l’interazione fattiva con le Associazioni di Volontariato, sul territorio il loro ausilio è considerevole. Implementarne cooperazione può solo accrescere fruttuosamente il benessere dell’ammalato, che trova così supporti e sostegno. Al fine poi di decongestionare i pronto soccorso, ridurre la spesa sanitaria, migliorare l’assistenza e la cura delle persone, trovo assai utile favorire l’uso della Telemedicina, strumento che permette all'ammalato di non sentirsi mai solo, soprattutto di sapersi seguito con cura. Proponimento cui tengo particolarmente è, altresì, quello di favorire Campagne di Prevenzione nelle scuole primarie, combattere la ludopatia, mala pianta che semina sofferenza, favorire corretti stili di vita che includano una regolare alimentazione, la pratica di sport, la lotta al fumo. Stimolare la gioventù a interagire non solo virtualmente ma virtuosamente in centri di cultura, biblioteche, con lo sguardo rivolto a tutto il territorio, poiché credo che ogni quartiere ha la sua dignità.






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